Il biathlon guarda al futuro, e lo fa partendo da uno dei suoi elementi più iconici: il poligono. L’azienda francese Kiwi Précision ha presentato a Grenoble una nuova generazione di bersagli destinata a cambiare profondamente la disciplina, sia dal punto di vista ambientale che tecnologico.
Un progetto ambizioso, sviluppato con il contributo di Jean-Pierre Amat, che punta dritto ai Giochi Olimpici del 2030.
Alla base dell’innovazione c’è una necessità concreta: ridurre l’impatto ambientale del biathlon. Una direttiva europea impone infatti il recupero di oltre il 90% dei proiettili utilizzati nei poligoni all’aperto.
La risposta di Kiwi Précision è un sistema di bersagli “penetranti”, in grado di assorbire i colpi e recuperarli integralmente.
“Quando il proiettile colpisce il bersaglio, entra in un polimero che ne rallenta la velocità e ne cattura l’energia”, spiega David Thiévent, socio dell’azienda. Il materiale è progettato per autoripararsi, mentre i frammenti restano intatti e pronti per essere riciclati. Un passo importante verso un biathlon più sostenibile e in linea con i principi dell’economia circolare.
Ma la vera rivoluzione non è solo ambientale. I nuovi bersagli permettono anche di raccogliere dati estremamente precisi sulle prestazioni degli atleti.
“Per ogni atleta, saremo in grado di avere informazioni dettagliate su allenamenti e gare”, sottolinea Amat.
Un sistema che apre le porte all’utilizzo dei big data nel biathlon, consentendo analisi approfondite e un monitoraggio continuo nel corso della carriera.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda il feedback in tempo reale. Con i nuovi bersagli, sarà possibile conoscere immediatamente il punto d’impatto del colpo, senza dover ricorrere al binocolo.
“L’atleta può concentrarsi sull’esecuzione, non sul risultato”, spiega Thiévent. Un cambiamento che potrebbe influenzare profondamente l’approccio al tiro.
Negli ultimi due anni, i bersagli sono stati testati in diverse sedi francesi, tra cui il Col de Porte e La Féclaz.
Attualmente sono in fase di approvazione presso l’International Biathlon Union, passaggio fondamentale per poter essere utilizzati nelle competizioni ufficiali.
L’ambizione è chiara: “Il nostro obiettivo è vedere questi bersagli ai Giochi Olimpici del 2030”, afferma Thiévent.
Un progetto interamente sviluppato in Francia, senza ricorso a subappalti esteri, che punta a diventare il nuovo standard del biathlon internazionale.
Con questa innovazione, il biathlon potrebbe entrare in una nuova fase della sua evoluzione. Più sostenibile, più tecnologico e sempre più orientato ai dati. Il futuro è già iniziato e passa anche da un bersaglio.

