Home > Notizie
Sci di fondo

Sci di fondo – Alvar Myhlback tra crescita, polemiche e sogni mondiali.

Alvar Myhlback è sicuramente uno dei volti più interessanti del fondo svedese nel momento in cui vive a livello élite una crisi profonda. La sua carriera sembrerebbe in piena ascesa, la vita privata procede a gonfie vele e all’orizzonte c’è il Mondiale di Falun, a casa sua. Eppure, non tutto lo convince: alcune regole recenti lo fanno discutere, e non poco.

Intervistato da Aftonbladet, Myhlback traccia in primis un bilancio positivo del suo inverno.

«Sono soddisfatto della stagione. È stata solida, molto migliore rispetto agli anni precedenti. Ho fatto tante gare stabili. Non ho avuto molte brutte prestazioni, ma forse mi è mancato il colpo perfetto».

Un’annata impreziosita dal primo podio in Coppa del Mondo e dal secondo posto alla Vasaloppet, che ha rappresentato uno degli obiettivi principali della stagione. Uno dei momenti più significativi resta però l’esordio olimpico.

«È stata un’esperienza olimpica molto breve e intensa. Sono arrivato tardi al raduno perché facevo lunghe distanze. Ho fatto la sprint e poi sono tornato a casa. Ma è stato davvero bello essere alle Olimpiadi, si percepiva qualcosa di speciale» ha detto, spiegando – dopo alcune polemiche – che era sua intenzione focalizzarsi solo sulla sprint «Io puntavo solo sulla sprint. Avrei voluto fare la staffetta, ma non mi è stato possibile. Non ero per niente amareggiato, e la 50 km non volevo farla».

La decisione era semplice: concentrare tutte le energie sulla Vasaloppet. «Non volevo arrivare nono in entrambe le gare. Preferisco vincerne una. Ero sicuro al 100% di avere più possibilità alla Vasaloppet».

A differenza di molti colleghi, Myhlback non vive l’ambiente della nazionale svedese, allenandosi con il Lager 157 Ski Team. Questo lo ha tenuto in parte lontano dalle tensioni interne.

«Dopo le Olimpiadi sono stato con la squadra solo un weekend. Io ho sempre percepito un buon ambiente. Non ho vissuto direttamente i problemi».

Sul momento complicato del fondo maschile svedese, mantiene una posizione equilibrata.

«Non si può negare che i risultati non siano stati brillanti. Forse qualche cambiamento è necessario, ma non è il mio ambiente e non ci penso troppo».

Guardando al futuro, il suo interesse rimane sul circuito di lunghe distanze Ski Classics, ma il richiamo del Campionato Mondiali di sci nordico casalingo a Falun, che si terrà il prossimo anno, è forte.

«Mentirei se dicessi che un Mondiale in casa, dove ho imparato a sciare, non mi attira. Vedremo come andrà la prossima stagione. Non è un obiettivo dichiarato. Sarà un bonus. Ma sarà comunque bellissimo, con o senza di me al via. Spero che si crei di nuovo l’atmosfera di quando ero bambino e correvo in giro per le piste a guardare le gare.»

Ma il tema più caldo resta quello delle regole, in particolare le zone senza spinta di braccia nelle gare in tecnica classica. Questo cambio di passo, Myhlback fa fatica ad accettarlo. «È fastidioso. È una forma di trattamento diverso. Sembra quasi una forma di bullismo».

Il riferimento è anche alla 50 km dei campionati svedesi, caratterizzata da numerose limitazioni tecniche, dove nonostante tutto si è comunque imposto un atleta del circuito Ski Classics, suo compagno di squadra, Oskar Kardin.

«Siamo tutti sciatori e ognuno ha i propri punti di forza. Non so spiegare perché mi piace la spinta di braccia. Mi piace e basta. E sono anche piuttosto bravo, il che aiuta. È fastidioso che ogni gara favorisca qualcuno. Se vogliono percorsi durissimi dove non si può spingere, va bene, ma fare un tracciato facile e poi vietarlo non ha senso». Convinto dei propri mezzi, Myhlback guarda avanti con fiducia, anche nello sci tradizionale. «So di non essere ancora il migliore quando serve tutto il corpo, ma sto lavorando per migliorare».

Share:

Ti potrebbe interessare