Petter Northug è un fiume in piena quando si parla della Nazionale Norvegese di sci di fondo e dei criteri per la selezione degli atleti. Dopo le polemiche emerse riguardanti la permanenza di Karoline Simpson-Larsen, Karoline Grøtting e Astrid Øyre Slind in squadra, il fuoriclasse scandinavo ha attaccato i dirigenti federali accusandoli di essere rimasti bloccati a vecchie pratiche.
“È sempre lo stesso consiglio di amministrazione, anno dopo anno. Sembra che la cosa li colga di sorpresa. Non funziona più. È dilettantistico e bisogna chiedersi se non sia il caso di sostituire alcuni dei membri – ha spiegato Northug ai microfoni di VG -. Le persone sono rimaste sedute troppo a lungo? Non sono motivate a svolgere il proprio lavoro? Il mondo in cui viviamo, sia a livello commerciale che sportivo, si muove troppo velocemente. Ma nell’associazione non è così. L’ho già detto e lo ripeto: sembra più debole che mai”.
Fra i principali errori commessi dalla Federazione secondo Northug vi sarebbero i tempo in cui ci sarebbe stato il confronto con gli atleti così come le pretese richieste dall’ente per affrontare le principali competizioni internazionali a discapito del ruolo svolto dai club.
“È una cattiva pratica mettere pressione agli atleti quando non dispongono di un programma di allenamento ottimale. Ora cercano di forzarli ad accettare e li minacciano se non cedono. Gli atleti, però, desiderano sicurezza con il loro allenatore, hanno avuto una squadra affiatata e un programma sportivo simile a quello che ho seguito io, con molti allenamenti in altura. Capisco che vogliano mantenerlo – ha aggiunto Northug -. Si scatenano il panico e la paura, e alla fine si ritrovano impreparati. Restano seduti ad aspettare, sperando che le cose si risolvano da sole”.
I problemi riguardano infine anche le star come Johannes Høsflot Klæbo con il quale non c’è ancora un accordo di massima e che potrebbe portare a un clamoroso addio alla Nazionale qualora non si trovasse una soluzione in tempi brevi.
“Mentre le trattative con la star più importante sono in corso, la situazione continua a evolversi e loro pensano: ‘Cavolo, dobbiamo assolutamente avere queste ragazze in squadra’. Poi si ritrovano lì, impreparate ad affrontare ciò che le aspetta. Credo che avessero paura di questa fase. Avrebbero dovuto avviare questi dialoghi molto tempo fa – ha concluso Northug -. Avrebbero dovuto iniziare quest’inverno. Avrebbero anche dovuto comunicare con gli atleti che sanno essere in dubbio e a quel punto sarebbero stati molto più avanti nel processo. Ora c’è solo panico, lo vediamo nei media e lo sento dagli atleti con cui parlo“.
