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Salto con gli sci – Polonia, il caso Horngacher resta aperto: Małysz tra delusione e visione

La fine del mandato di Adam Małysz alla guida della federazione polacca coincide con uno dei momenti più delicati per il salto nazionale. Al centro del dibattito c’è soprattutto il mancato ritorno immediato di Stefan Horngacher, una trattativa avanzata ma congelata dal consiglio direttivo in attesa della nuova governance.

Un passaggio che, come spiegato dallo stesso Małysz in un’intervista a Skijumping.pl, ha inciso sul clima interno, pur non essendo l’unico motivo della sua decisione:

«Forse il caso di Stefan Horngacher è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché in una situazione del genere, è naturale perdere un po’ di fiducia nel team dirigenziale se non appoggia la candidatura.»

Le trattative, portate avanti per settimane, si sono però scontrate con la scelta della federazione di rimandare ogni decisione:

«Ho cercato di spiegare che con allenatori di questo calibro, il tempo è essenziale: contratti del genere di solito si firmano ad aprile, o almeno con garanzie concrete. Ci sono molte offerte simili sul mercato, quindi se si vuole davvero ingaggiare qualcuno, bisogna dargli un senso di sicurezza.

Non sono stato in grado di fornire tali garanzie, quindi tutto è rimasto in sospeso.»

Una situazione che ha creato imbarazzo anche nei confronti dello stesso tecnico austriaco:

«Sono sicuro che l’abbia presa molto male. L’ho presa male anch’io, perché mi sentivo semplicemente in imbarazzo a parlargli in quella situazione.»

Nonostante tutto, Małysz resta convinto del valore del progetto e delle motivazioni di Horngacher:

«Il suo obiettivo è che la Polonia diventi una potenza nel salto con gli sci, vincendo a tutti i livelli, dalle competizioni di livello inferiore alla Coppa del Mondo.»

Un progetto pensato su basi solide e con una visione di lungo periodo:

«Fin dall’inizio, le nostre discussioni con Stefan prevedevano una collaborazione quadriennale. Se qualcuno arriva e inizia a costruire un sistema che ci mancava da tempo, ha bisogno di tempo.»

Ora tutto è rimandato alle decisioni della nuova dirigenza federale, che dovrà stabilire se riprendere o meno un percorso già tracciato.

«Il messaggio è che i colloqui continueranno, ma solo dopo l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione e del nuovo amministratore delegato. […] Dal mio punto di vista, posso solo dire che sarebbe un peccato non avvalersi di una persona del genere.»

Il futuro del salto polacco passa dunque da una scelta chiave: dare continuità a un progetto ambizioso o voltare pagina, ridefinendo strategie e leadership tecnica.

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