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Sci di fondo

Sci di fondo – Fuori dalla Nazionale, Svensson e Grate cercano sponsor per continuare la carriera

La stagione deludente della nazionale maschile svedese di sci di fondo nella passata stagione, ha portato la Federazione scandinava a cambia volto alla squara in vista della stagione 2026/27, inverno fondamentale per la presenza in calendario dei Mondiali di sci nordico in casa, in quel di Falun.

Le scelte fatte per le nuove squadre hanno sicuramente fatto molto rumore in Svezia: diversi veterani sono stati esclusi dai programmi federali, in quella che appare come una svolta generazionale. A pagare il prezzo del rinnovamento sono stati soprattutto alcuni dei nomi più esperti del gruppo. Johan Häggström, 34 anni, Jens Burman, 31, Oskar Svensson, 30, e Marcus Grate, 29, sono rimasti fuori non soltanto dalla squadra A, ma anche dal Team Bauhaus, il gruppo “di sviluppo” della Nazionale.

Una decisione che, secondo lo staff tecnico, nasce dalla volontà di investire maggiormente sui giovani atleti emergenti. A spiegare la strategia federale è stato l’allenatore della squadra maschile Lars Ljung: “C’è un livello abbastanza equilibrato tra i pattinatori più affermati e quelli più giovani che provengono dal basso. E quindi pensiamo che il Team Bauhaus dovrebbe essere una squadra di pattinatori più giovani con un maggiore potenziale di sviluppo”.

L’esclusione ha già avuto conseguenze gravi sugli esclusi: da un lato Burman e Häggström hanno deciso di chiudere con l’attività agonistica, mentre Svensson e Grate, pur intenzionati a proseguire la carriera con l’obiettivo di conquistare un posto ai Mondiali di Falun del prossimo anno, sono chiamati ad affrontare questa nuova fase molto difficile, soprattutto sul piano economico, dovendo utofinanziare gran parte della preparazione senza il supporto federale. Pur rispettando la decisione della Federazione di puntare sui giovani, per loro rimane una situazione complessa.

“Sarà una situazione difficile perché dovrò gestire tutte le finanze da solo. Quando sei in Nazionale, è tutto pagato. Bevande energetiche, viaggi, ritiri. Sono cose a cui la gente non pensa, ma che comunque contano” spiega Grate a Expressen. “Spero di poter risolvere la situazione tramite degli sponsor e di ottenere più aiuto in questo modo. Spero che ci siano persone disposte ad aiutarmi, così non dovrò trovarmi un secondo lavoro”.

Svensson spera di poter fare fronte comune insieme ad altri esclusi: “Ora si tratta di creare un progetto personalizzato e non ho ancora avuto il tempo di decidere esattamente come sarà. Se qualcuno ha dei suggerimenti, non esitate a contattarmi!” scherza. “Parlerò con Marcus e gli altri ragazzi che non fanno parte delle nazionali e vedremo cosa possiamo fare. Siamo in molti a vivere a Östersund”.

Svensson non nasconde la delusione, anche se comprende la decisione dei tecnici: “È triste che sia così, sono decisioni difficili, ma rispetto il fatto che stiano puntando sui giovani”.

Grate ammette che la decisione fosse in qualche modo prevedibile: “Era prevedibile, perché vogliono apportare grandi cambiamenti e puntare sui giovani. Poi ho capito che non ci sarebbe stato posto nemmeno del Team Bauhaus. Pensano che io sia troppo vecchio”.

Per i due fondisti inizia ora una fase completamente diversa, soprattutto sul piano economico. Senza il supporto della nazionale, infatti, dovranno autofinanziare gran parte della preparazione.

Grate ha spiegato con sincerità le difficoltà che lo attendono

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