Per il nuovo ciclo olimpico, che tra due anni vedrà l’Austria impegnata nel fare gli onori di casa per i Mondiali in quel di Hochfilzen, la Federazione austriaca vuole dare una sferzata netta al suo biathlon per affinché non si faccia trovare impreparato all’evento casalingo e possa finalmente tornare ai fasti che l’hanno caratterizzata fino ad almeno un decennio fa.
Complici i ritiri di Hauser ed Eder, quale miglior momento per puntare sui giovani ma facendo affidamento ad un uomo di grande esperienza che ha avuto a che fare, nella sua lunghissima carriera, con biathleti che hanno segnato la storia della disciplina, dimostrando ancora di sapere il fatto suo nonostante le 71 primavere: parliamo naturalmente del tecnico tedesco Wolfgang Pichler, che ha legato la sua fama principalmente a quella di campioni svedesi di ieri e oggi come Magdalena Forsberg, Björn Ferry e Hanna Öberg, ma negli ultimi anni ha trasmesso il proprio know-how anche alla nazionale bulgara, che ha consentito la vittoria della medaglia olimpica a Lora Hristova. E forse è proprio quello a cui aspira Ski Austria, dopo aver ottenuto un solo podio in tutta la stagione ad Oestersund con la vittoria di Hauser, quando lo ha ingaggiato come responsabile della pianificazione e della gestione dell’allenamento della squadra nazionale di Coppa del Mondo.
«È una cosa che ho fatto tantissime volte in Svezia», ha dichiarato al quotidiano svedese Dagens Nyheter, parlando di come proverà a risollevare le sorti degli austriaci. «Li aiuto (gli allenatori della nazionale, ndr) a mettere a punto i programmi di allenamento e mi assicuro che l’allenamento funzioni, e poi sono anche in contatto con gli atleti».
Pichler chiude con una battuta, in ricordo degli anni in cui ha allenato la nazionale femminile russa, quando afferma di non sente alcuna pressione: «Sono sopravvissuto in Russia, quindi sopravviverò anche in Austria».
