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Biathlon – Mazet apre a una collaborazione di Egil Kristiansen con la Francia

Foto credits: Fondo Italia

Dopo dieci anni trascorsi nello staff della Norvegia, Siegfried Mazet ha ufficialmente iniziato la sua nuova avventura con la Francia, ma il tecnico transalpino continua a guardare con attenzione a quanto sta accadendo all’interno del biathlon norvegese, soprattutto dopo la profonda rivoluzione tecnica seguita alla stagione olimpica; negli ultimi mesi, infatti, la federazione norvegese ha salutato figure storiche come lo stesso Mazet, il preparatore atletico Egil Kristiansen, oggi passato al fondo svedese, il direttore tecnico Per Arne Botnan e il tecnico della squadra femminile Sverre Huber Kaas.

Un cambiamento importante che ha lasciato perplesso proprio Mazet, oggi tornato a lavorare con la nazionale francese insieme a Simon Fourcade.

In un’intervista a Nettavisen, il francese ha anche aperto alla possibilità di coinvolgere in futuro proprio Kristiansen come consulente della squadra transalpina. I due tecnici hanno collaborato per un decennio costruendo alcuni dei più grandi successi del biathlon norvegese, e Mazet non nasconde quanto il collega abbia influenzato il suo modo di lavorare.

“Se Egil lo vorrà e avrà tempo, mi piacerebbe che ci aiutasse, adesso che non lavora più per la nazionale norvegese. Quello che porto con me dalla Norvegia alla Francia è ciò che ho imparato da Egil. Ha sempre avuto una prospettiva eccellente sull’allenamento fisico nel lungo periodo. Era anche il migliore al mondo nello skating”

Mazet immagina quindi una collaborazione limitata ma preziosa per aiutare i francesi a crescere ulteriormente sugli sci. “ Ora è in Svezia, ma ho già parlato con Simon (Fourcade): forse potremmo coinvolgere Egil una o due volte. Solo come consulente, certo, non per un lavoro a tempo pieno. Sono assolutamente convinto che Egil possa aiutare gli atleti francesi a diventare ancora più forti sugli sci. È il mio piccolo piano.”

Sul ritorno in Francia, il 48enne ammette lo straniamento dopo tanti anni trascorsi all’estero.

“È come se ci fosse stata una pausa di dieci anni e all’improvviso fossi tornato dalle stesse persone. Sono rimasto abbastanza sorpreso dal fatto che in Francia non sia cambiato poi così tanto. La differenza più grande è stata tornare a parlare francese. In quel momento ho capito: adesso sono davvero tornato.”

Mazet ha poi spiegato di aver imparato molto dalla cultura norvegese durante la sua lunga esperienza a Oslo.

“Quando arrivai nel 2016 ero sorpreso da come le persone si parlavano. I norvegesi sono più tranquilli. I francesi hanno più temperamento, ma si può essere molto efficaci anche restando calmi. Non ha senso stressarsi. Émilien Jacquelin è un esempio tipico: al poligono o in pista ci sono sempre urla e agitazione. A volte credo che questo condizioni la sua concentrazione, perché improvvisamente si innervosisce molto. Bisogna restare tranquilli, andrà tutto bene.”

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