Continua a far discutere in Scandinavia la scelta del norvegese Einar Hedegart di puntare sul biathlon dopo gli evidenti successi nello sci di fondo, con diverse vittorie in Coppa del Mondo – tra cui la iconica 50km di Holmenkollen e tre medaglie olimpiche – e un Mondiale imminente in Svezia con cui rimpinguare il bottino.
Dopo mesi di incertezza tra le due discipline, il 24enne ha deciso di tornare al suo primo amore, una notizia accolta con entusiasmo da molti osservatori, compreso l’ex campione olimpico e oggi opinionista TV Björn Ferry. Secondo lo svedese, Hedegart rappresenta esattamente ciò di cui il biathlon avrebbe bisogno anche dal punto di vista mediatico, cosa che invece manca al biathlon nella sua nazione: una personalità forte.
Secondo Ferry, Hedegart rappresenta esattamente ciò di cui il biathlon avrebbe bisogno anche dal punto di vista mediatico.
“Einar Hedegart, con il suo aspetto da ragazzino e le sue dichiarazioni pungenti, è diventato un personaggio. I biatleti svedesi sono un po’ troppo tranquilli, al contrario.”
Parole che hanno inevitabilmente provocato la reazione delle stelle della nazionale svedese, a partire da Hanna Öberg, che ha risposto in maniera molto netta sulle pagine del tabloid Expressen: pur capendo le logiche mediatiche, la campionessa olimpica non ha alcuna intenzione di cambiare atteggiamento per creare personaggi o polemiche.
“Penso che non ci si possa aspettare che le persone siano qualcosa di diverso da sé stesse. So che Björn Ferry ama parlare molto e forse trova più interessanti quelli che si fanno vedere e sentire di più. È chiaro che capisco come si possa diventare più interessanti e finire sui giornali facendo parlare di sé, ma per me la priorità assoluta è rendere al massimo, e voglio farlo a modo mio. Non sarò un animale da circo. Non è ciò che sono come persona. Se è questo che Björn Ferry vuole, non lo otterrà da me. Non sarebbe genuino né naturale.”
Più sfumata invece la posizione di sua sorella Elvira Öberg, che non condivide del tutto l’etichetta di squadra “troppo tranquilla”; secondo la 27enne, il carattere generalmente più controllato dei biatleti deriva anche dalla natura stessa della disciplina.
“Non penso che siamo poi così tranquilli e personalmente non ho problemi a dire quello che penso. Però forse non finiamo nel caos mediatico come succede in altri sport. Per diventare un biatleta di alto livello bisogna saper gestire le difficoltà. Credo che questo renda gli atleti più equilibrati. Altrimenti è difficile competere a questi livelli.”
La scelta di Hedegart di continuare col biathlon viene comunque vista come un segnale molto positivo per l’intero movimento. Elvira Öberg ha raccontato di aver parlato direttamente con il norvegese durante un evento organizzato da Salomon ad Annecy.
“Penso sia fantastico. Lui lì era stato molto chiaro: se non fosse entrato nella squadra A avrebbe scelto lo sci di fondo. E invece ora vuole ancora fare biathlon. Credo sia una dimostrazione incredibile. Nonostante abbia vinto l’oro olimpico nello sci di fondo, preferisce comunque gareggiare nel biathlon.”
Anche Sebastian Samuelsson ha commentato il dibattito; noto per essere sempre al centro di polemiche e non sottraendosi mai alle critiche, il 27enne sottolinea come spesso sia lui a caricarsi il peso mediatico della squadra svedese: “Forse il biathlon non è lo sport più cool del mondo. Da questo punto di vista magari sembriamo un po’ tranquilli, ma forse è proprio questo che piace al pubblico degli sport invernali.”
Di Hedegart, commenta poi l’aspetto tecnico della sfida che si aspetta ad affrontare tornando al biathlon, anche se invita ad andare piano con le aspettative – del pubblico e dell’atleta stesso.
“Sarà interessante vedere quanto andrà forte sugli sci. Molti sono affascinati da questa battaglia tra sci di fondo e biathlon. Adesso sappiamo che probabilmente è il miglior fondista (a skating, ndr) al mondo. Sarà interessante capire se riuscirà davvero ad arrivare in Coppa del Mondo. La squadra norvegese è fortissima. Non credo sia affatto scontato che vinca una serie di ori mondiali a Otepää. Non credo.”
