Madeline Nappey è una delle rappresentanti della FIS probabilmente più apprezzato nel circuito nordico. La FIS Nordic Operations Coordinator si è spesa parecchio affinché sci di fondo, salto con gli sci e combinata nordica potessero raggiungere maggior visibilità e soprattutto ottenessero competizioni di livello, tuttavia la francese si è concentrata particolarmente per ottenere la parità di genere nelle specialità seguite.
“Sono qui da cinque anni e, numericamente, ho notato un aumento, ma ciò di cui sono più consapevole è che abbiamo raggiunto un punto di svolta in cui le persone capiscono che dobbiamo cambiare e che dobbiamo iniziare ora – ha spiegato Nappey ai microfoni del sito della FIS -. Ogni disciplina, dipartimento e ufficio ha il suo ritmo e le sue specificità, quindi procediamo un passo alla volta. Alcune discipline sono più avanzate in questo ambito, altre meno, ma anche se non possiamo ancora constatare cambiamenti numerici significativi, è chiaro che tutti ne teniamo conto e che questa è la direzione che stiamo prendendo”.
Nappey ha però ricordato come vi siano diverse modifiche da svolgere, soprattutto in particolare sul fronte partecipazioni alle gare e anche sui premi destinati alle atlete, al fine di completare la parità di genere a tutti gli effetti.
Lo sci di fondo è la disciplina nordica più avanzata in termini di parità di genere: ora abbiamo distanze uguali, premi in denaro uguali e competizioni identiche. Ora dobbiamo lavorare sulla parità di partecipazione, dato che vediamo ancora circa 110 uomini alla linea di partenza e circa 30 donne in meno – ha aggiunto Nappey -. I progressi nella combinata nordica sono stati estremamente rapidi. Prima del 2021 non esisteva una Coppa del Mondo femminile, mentre ora ne abbiamo una e un calendario quasi paritario. Il prossimo grande passo è la parità di premi in denaro e l’inclusione nei Giochi Olimpici. Anche il salto con gli sci ha fatto rapidi progressi, ma la questione dei premi in denaro rimane ancora irrisolta”.
In conclusione Nappey ha auspicato anche l’incremento delle allenatrici alla guida delle squadre al fine di portare qualcosa di nuovo, soprattutto nel salto con gli sci e nella combinata. Oltre a ciò la delegata francese vorrebbe che ci fossero più tutele affinché si possa portare avanti la carriera al fianco della famiglia.
“Al momento, molte atlete di sport invernali interrompono la loro carriera per dedicarsi alla famiglia o intraprendere un’altra professione – ha concluso la transalpina -. Non so se dipenda dalla scarsa visibilità delle opportunità di allenamento o dal fatto che non ritengano che questo ruolo sia adatto a loro, ma abbiamo bisogno di più allenatrici. La FIS può dare il suo contributo in questo senso ed è un impegno che dovremmo profondere”
