La Francia è tornata a fare la voce grossa alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 grazie a Mathis Desloges che ha conquistato tre argenti. Il 24enne transalpino rappresenta il fulcro di una squadra in grande rinnovamento, che piano piano sta dando spazio a nuovi giovani come Mattéo Corréia e Victor Cullet Calderini, pronti a entrare in squadra A, mentre deve salutare alcune stelle come Clément Parisse e Richard Jouve.
Integrare le varie parti non è facile, ma l’allenatore della squadra maggiore Thibaut Chène appare particolarmente fiducioso come spiegato nel corso di un’intervista rilasciata a Le Dauphine Libéré: “C’è un certo DNA. Gli anni passano, le persone cambiano, ma l’identità della squadra francese rimane intatta. Ci sono valori come il vivere bene insieme e, soprattutto, il raggiungere buoni risultati insieme – ha spiegato il tecnico francese -. Per far sì che questo funzioni, abbiamo inserito dei blocchi di allenamento. In questo momento siamo in un ritiro di quattro settimane in cui lavoriamo in altura. Poi ci saranno quattro settimane a casa. Vogliamo mantenere uno spirito di squadra pur essendo consapevoli che all’interno del gruppo ci sono molti individui unici. Sto cercando di trovare l’equilibrio tra questi due poli principali: la squadra e i singoli individui.”
A fronte di un’estate che verrà caratterizzata anche da una serie di allenamenti in alta quota, che svilupperanno la resistenza fisica dei componenti della Nazionale Francese, Chène avrà al proprio fianco un nuovo componente nel settore tecnico come Renaud Jay che offrirà un importante contributo in avvicinamento alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
“Credo che con l’arrivo di Renaud potremo dare maggiore importanza al concetto di squadra. C’è la volontà di creare una collaborazione coesa. Ho sempre desiderato lavorare a stretto contatto con ogni singolo atleta, piuttosto che essere l’allenatore dell’intero gruppo. Renaud era il capitano della squadra quando era un atleta e io lo allenavo – ha aggiunto Chène -. L’anno scorso, abbiamo immaginato un ruolo ibrido in modo che potesse imparare a conoscere l’intero sistema, prendersi il suo tempo e non avere troppe responsabilità nel suo primo anno. È stato naturale integrarlo nello staff. È una persona importante che porterà con sé un valore aggiunto, concentrandosi sui dettagli, sui dati, sugli aspetti tecnici, il che mi permetterà di essere più coinvolto nella gestione, nella pianificazione e nel progetto generale. Sono felice che si unisca a noi. Cercheremo di creare una collaborazione che funzioni bene e sia una risorsa per i ragazzi e per la squadra”.
Proprio in vista dei prossimi Giochi, Chène è pronto muoversi sfruttando quanto ottenuto a Milano-Cortina 2026 ponendo però le basi già nella prossima stagione dove ci si concentrerà soltanto sulla Coppa del Mondo, ma anche sui Mondiali a Falun.
“Nel 2026 ci siamo preparati bene per i Giochi. Ci sarà un’eredità. È una solida base per i prossimi quattro anni. Dobbiamo lavorare su altri aspetti, avere una forma più costante, essere più forti in Coppa del Mondo durante tutto l’inverno e saperci preparare per le gare senza trascurare nulla – ha concluso Chène -. Abbiamo un intero ambito da esplorare e due o tre anni per farlo, per affinare la nostra strategia ed essere ancora migliori nel 2030. Ma stiamo facendo tutto il possibile per essere competitivi fin dall’inizio della prossima stagione a Ruka. Questo sarà il primo obiettivo prima del Tour de Ski, con la gara inaugurale a Les Rousses e poi i Campionati del Mondo a Falun, che saranno i nostri altri due momenti clou.”
