Il ritorno a Blaker dopo la vittoria nella mass start alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ha lasciato senza dubbio il segno su Johannes Dale-Skjevdal che nella rassegna a cinque cerchi ha conquistato il primo oro della carriera.
Il 28enne norvegese è stato accolto di fatto come se fosse un mito e questo ha fatto scattare qualcosa dentro di lui tanto da spingerlo a tornare a vivere nel distretto di Romerike, dove tutto è iniziato. “È la prossima grande novità. Sarà fantastico tornare. Mi è mancato – ha spiegato Dale-Skjevdal in un’intervista a Romerikes Blad -. Calza a pennello. Il tempismo è perfetto, ora tornerò a essere un vero imperatore romano”.
Dale-Skjevdal si trasferirà quindi in compagnia della moglie Kristina e del figlio Jon, nato lo scorso autunno, con l’obiettivo di ritrovare quelle sensazioni che lo hanno accompagnato sin dall’inizio della propria carriera, quando ha mosso i primi passi nel biathlon.
“Ha significato molto fin dall’inizio. Tutto è cominciato al Fet Ski Club e nella comunità locale. Le persone mi hanno seguito sia nei momenti belli che in quelli brutti, ed è molto bello sentire questo sostegno – ha aggiunto il campione olimpico -. Non sarebbe mai stato possibile senza il sostegno della mia famiglia. Dipendo completamente da loro e ho una moglie meravigliosa. Sono molto orgoglioso che stiamo riuscendo a realizzare tutto questo”.
Nella memoria di Dale-Skjevdal rimarrà però per sempre il ricordo di quel ritorno a casa in trionfo, con tutto il pubblico che l’attendeva per festeggiare il suo eroe e per far sentire quel calore di cui lo scandinavo ha sempre avuto bisogno.
“Di notte, quando sono tornato a casa dopo le Olimpiadi, l’intera strada di Blaker era piena di gente. Era un caos totale, ma incredibilmente bello – ha concluso Dale-Skjevdal -. Si percepisce che le persone ci tengono davvero”.
