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Biathlon – Gandler e la separazione dalla Nazionale: “Un programma così impegnativo non faceva per me”

La scelta di Anna Gandler di lasciare il gruppo di allenamento della nazionale austriaca per intraprendere una preparazione indipendente in Francia continua a tenere banco nel mondo del biathlon. La 25enne ha spiegato in dettaglio le motivazioni della sua decisione in un’intervista rilasciata a Chiemgau24.

Secondo la tirolese, in primis ci sono state le ragioni personali; da cinque anni, infatti, la biatleta è legata sentimentalmente al collega transalpino Émilien Claude e la coppia stava già valutando da tempo la possibilità di vivere insieme.

“Tra il 70 e l’80% della decisione è legato a motivi personali”, ha spiegato. “Ogni volta che andavo da Innsbruck in Francia per vederlo passavo dalle sei alle sette ore in auto. Inoltre allenarmi in Francia era un sogno che avevo da tempo. Inoltre, allenarmi in Francia è un sogno”.

Accanto agli aspetti privati, però, c’è stata anche una componente strettamente sportiva. La svolta sarebbe arrivata dopo la profonda riorganizzazione dello staff tecnico della nazionale austriaca, culminata con l’arrivo di Wolfgang Pichler nel ruolo di responsabile tecnico e di Markus Fischer alla guida della squadra femminile.

“Prima delle vacanze, ero pronta a continuare ad allenarmi con Reinhard Gösweiner; avevamo persino fatto dei programmi. Avevo anche già definito il mio calendario per i viaggi in Francia o in Austria. Dopo le vacanze, tutto è cambiato all’improvviso; niente è rimasto uguale, tutto si è modificato” ha lamentato, spiegando poi di non sentirsi compatibile con il nuovo metodo di lavoro previsto dalla Federazione. “Purtroppo non riesco ad adattarmi a un nuovo programma così impegnativo. Non voglio che suoni come una critica, ma non riuscirei ad allenarmi secondo quanto previsto. Un programma così impegnativo non faceva per me. Ecco perché ho preso questa decisione, anche se mi è dispiaciuto lasciare la squadra“.

Gandler ha comunque escluso qualsiasi conflitto con i nuovi tecnici, sottolineando di aver mantenuto ottimi rapporti con la federazione; quando sarà il momento, però, non ci saranno sconti: anche lei dovrà qualificarsi per trovare spazio in Coppa del Mondo.

“Non ho nulla contro i nuovi allenatori, semplicemente ciò che mi aspettava non mi convinceva. Prima ero molto soddisfatta di tutto, anche se i risultati non erano ancora del tutto soddisfacenti”.

Nel nuovo progetto la biatleta si allenerà principalmente insieme al compagno e ai suoi fratelli, Fabien e Florent Claude – che rappresenta i colori del Belgio in Coppa del Mondo – mentre la programmazione del lavoro sarà affidata a suo padre, l’ex fondista Markus Gandler. Lavorando negli stessi luoghi dove si alleneranno le squadre francesi, la possibilità di confrontarsi quotidianamente con alcuni dei biathleti più forti al mondo rappresenta uno degli aspetti che la entusiasmano maggiormente.

Dal punto di vista tecnico, Gandler ritiene inoltre di dover compiere un salto di qualità soprattutto al poligono, dopo due anni molto altalenanti.

“Non sono affatto soddisfatta. Pensavo che l’allenamento fosse buono, ma a quanto pare non è stato sufficiente per le Olimpiadi. Soprattutto, come ho detto, devo cambiare qualcosa nel mio tiro. Le mie statistiche sono rimaste le stesse per quattro anni. Se vuoi essere al top, devi sparare in modo pulito o avere una percentuale di precisione del 95% o più. È lì che voglio arrivare, e questo è possibile solo se divento anche mentalmente più forte”.

Infine, nonostante il recente ritiro di Lisa Theresa Hauser, Gandler resta fiduciosa sul futuro del biathlon femminile austriaco.

“In Austria siamo cresciute molto e abbiamo una squadra forte. Purtroppo, non sempre siamo riuscite a dimostrarlo, soprattutto in staffetta. Spesso ci è mancata la fortuna, come nel nostro quarto posto a Lenzerheide”.

Quanto agli obiettivi personali, la biatleta non nasconde le proprie ambizioni: conquistare finalmente il primo podio individuale in Coppa del Mondo, sfiorato più volte nelle ultime stagioni, e arrivare protagonista ai Giochi Olimpici del 2030, che si svolgeranno proprio in Francia, il Paese che ha scelto come nuova base per la propria carriera.

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