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Biathlon

Dal biathlon al calcio, Perrot e Johannes Bø raccontano la rivalità tra Francia e Norvegia

Foto credits: Dmytro Yevenko

Gli appassionati di biathlon sono abituati a vedere i loro beniamini di Francia e Norvegia sfidarsi sulle piste e al poligono, ma in questa estate di Mondiali le due nazioni si preparano ora a vivere anche la rivalità calcistica. In vista del confronto tra le due nazionali ai Mondiali di questa sera, il francese Éric Perrot, vincitore in carica della Coppa del Mondo generale, e il fenomeno – ormai in pensione –Johannes Thingnes Bø hanno raccontato a sofoot.com il loro punto di vista sul rapporto tra i due Paesi, tra sport invernali, calcio e cultura sportiva.

Perrot, che ha origini franco-norvegesi, scherza sul predominio delle due nazioni nei rispettivi sport: «Noi stiamo vincendo nel biathlon, quindi possiamo lasciar vincere loro nel calcio». Battute a parte, il transalpino sottolinea come negli ultimi anni la Francia abbia ridotto il divario con la Norvegia nel biathlon mentre la nazionale di calcio norvegese è cresciuta grazie a una generazione di talento. «È una rivalità serrata, anche se storicamente la Norvegia è in vantaggio. È certo che la nazionale francese
di biathlon sia molto competitiva e che anche la nazionale norvegese di calcio stia iniziando a diventare più competitiva, con diversi giocatori di spicco e una squadra in grado di giocare bene.»

Anche Johannes Bø vede un calcio norvegese in piena evoluzione. «Oggi la nostra nazionale è probabilmente la migliore di sempre. Per anni abbiamo avuto grandi giocatori, ma non siamo mai riusciti a esprimerci davvero come squadra. Adesso qualcosa è cambiato».

Secondo Perrot, la passione per il calcio in Norvegia è spesso sottovalutata all’estero. «Quando ho vissuto lì sono rimasto sorpreso: ci sono campi ovunque, tantissimi sintetici, i bambini giocano continuamente e seguono con entusiasmo la Premier League. È una cultura molto più radicata di quanto si immagini».

Tra i biatleti delle due nazioni il clima resta competitivo, ma sempre all’insegna del rispetto. Bø ricorda le grandi battaglie con Martin Fourcade, mentre con gli altri francesi il rapporto è sempre stato di amicizia. «Mi piace questa rivalità tra Francia e Norvegia, sia nel biathlon sia adesso nel calcio».

Per Perrot la sfida ha anche un valore personale. La madre è norvegese, il padre francese, e l’attaccante Erling Haaland è cresciuto proprio nella zona dove vive parte della sua famiglia. «Guarderò la partita dalla Norvegia, con entrambe le bandiere in mano. Se però dovesse vincere la Norvegia, credo che mi rifugerò in montagna per qualche giorno».

I due campioni trovano anche punti di contatto tra biathlon e calcio. Per Bø, la pressione di un calcio di rigore è molto simile a quella vissuta al poligono. «Quando sei solo davanti al bersaglio sai che il mondo ti sta guardando. Tutto dipende dalla forza mentale».

Perrot, invece, evidenzia una differenza importante: «Nel calcio la pressione mediatica è enorme. Un errore può trasformarsi in migliaia di insulti sui social. Nel biathlon siamo molto più protetti da questo punto di vista».

Entrambi concordano anche sul valore del gruppo. Pur essendo uno sport individuale, il biathlon vive di una forte dimensione collettiva: gli atleti trascorrono insieme gran parte dell’anno e rappresentano costantemente la propria nazionale.

«È simile a uno sport di squadra, abbiamo un grande spirito di gruppo e questo ci permette di migliorare individualmente. L’unico vantaggio è che, quando il gruppo non funziona, abbiamo delle vie d’uscita grazie alle gare individuali» spiega il 24enne. «Mi piace quando si paragona il biathlon agli sport di squadra, perché permette di creare un’identità nazionale. Noi rappresentiamo la squadra francese al 100%. Non facciamo parte di club. È bello indossare la maglia. Anzi, mi piacerebbe che ci fossero delle maglie per identificarci. La maglia di Perrot, numero 8, mi dice molto.»

Dopo il ritiro, Bø ha realizzato un sogno che coltivava da tempo entrando a far parte di una squadra di calcio dilettantistica. «Segnare un gol è una sensazione incredibile, quasi come vincere la Champions League», racconta sorridendo, pur ammettendo di essersi già procurato qualche infortunio. Perrot continua invece a giocare a livello amatoriale e lancia una proposta curiosa: organizzare un’amichevole di calcio tra i biatleti francesi e quelli norvegesi, dopo i match organizzati su FIFA durante le Olimpiadi di Milano Cortina. «Penso che ci sarebbe da divertirsi da entrambe le parti. Nella nazionale francese siamo in quattro o cinque a giocare un po’ a calcio. Per quanto riguarda la Norvegia, anche a Vetle Christiansen piace molto, sarebbe un ottimo numero 4 difficile da marcare. Al Blink Festival porto sempre con me i tacchetti e lì facciamo delle vere e proprie partite Francia-Norvegia con i miei amici. Riusciamo sempre a batterli in un modo o nell’altro!»

Infine i pronostici sul match tra le due nazionali. Bø punta su un pareggio per 1-1, convinto che entrambe possano superare il girone, mentre Perrot si sbilancia con un 2-1 per la Francia, pur riconoscendo che la Norvegia ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà i Bleus.

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