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Il CIO revoca la sospensione al Comitato Olimpico Russo: via libera alle qualificazioni per i Giochi 2028

Tra le decisioni più significative assunte dal Comitato Esecutivo del CIO quest’oggi spicca sicuramente la revoca della sospensione del Comitato Olimpico Russo (ROC), in vigore dall’ottobre 2023. La misura era stata adottata dopo l’integrazione, da parte del ROC, di organizzazioni sportive operanti nei territori ucraini occupati, considerata una violazione della giurisdizione del Comitato Olimpico Nazionale dell’Ucraina.

Dopo un’analisi della Commissione Affari Legali, il CIO ha stabilito che tali organizzazioni non fanno più parte del Comitato Olimpico Russo, rimuovendo quindi le motivazioni che avevano portato alla sospensione. Di conseguenza, gli atleti russi e bielorussi potranno prendere parte ai percorsi di qualificazione per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 rappresentando nuovamente i rispettivi Paesi, salvo eventuali ulteriori decisioni che il CIO adotterà in merito alle condizioni di partecipazione ai Giochi.

Di conseguenza, le precedenti raccomandazioni in merito a restrizioni e misure di protezione nei confronti di atleti e squadre provenienti dalla Russia sono decadute, come si legge nella nota del CIO.

«Poiché è iniziato il periodo di qualificazione sia per i Giochi Olimpici di Los Angeles del 2028 sia per i Giochi Olimpici giovanili invernali del 2028, e in considerazione della necessità di garantire a tutti gli atleti pari accesso a tali competizioni, il Comitato Esecutivo del CIO ha deciso che le sue condizioni di partecipazione raccomandate per le federazioni internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi internazionali del 28 febbraio 2022 e del 28 marzo 2023, relative agli atleti e alle squadre russe (comprese le misure di tutela), non sono più applicabili».

Un esito che sembrava pressoché scontato già dalle ultime settimane di giugno, quando il CIO ha operato delle modifiche sostanziali alla Carta Olimpica in merito alla neutralità dello sport, in cui si sottolinea come il movimento olimpico debba poter operare senza pressioni governative, culturali, sociali o economiche.

Il CIO ha inoltre chiarito che non sarà più l’organismo olimpico a decidere sull’utilizzo della bandiera, dell’inno nazionale e degli altri simboli della Russia nelle competizioni internazionali, né sull’eventuale organizzazione di eventi sportivi nel Paese. Queste decisioni saranno demandate alle singole federazioni sportive internazionali e agli organizzatori delle manifestazioni, che potranno stabilire autonomamente se consentire gare in territorio russo, invitare rappresentanti governativi russi o autorizzare l’esposizione della bandiera, dell’inno e dei colori nazionali, tenendo conto dello status delle rispettive federazioni nazionali.

«La decisione se organizzare eventi e competizioni sportive in Russia, se invitare funzionari governativi o statali russi alle competizioni o se consentire l’esposizione della bandiera, dell’inno, dei colori o di qualsiasi altro simbolo russo, spetta a ciascuna federazione internazionale e a ciascun organizzatore di eventi sportivi internazionali e deve riflettere se le rispettive federazioni nazionali godano di uno status adeguato», riferisce il CIO.

Resta invece invariata la posizione del CIO per quanto riguarda gli eventi olimpici: il Comitato ha precisato che non organizzerà competizioni sotto la propria egida in Russia né inviterà funzionari governativi russi ai propri eventi. Anche l’eventuale utilizzo della bandiera, dell’inno e dei simboli nazionali russi ai Giochi Olimpici sarà oggetto di una decisione successiva, che verrà presa in prossimità delle singole edizioni olimpiche.

Quest’ulteriore sviluppo apre ora quindi le porte a ulteriori dibattiti in merito al reintegro completo degli atleti in quelle discipline che finora hanno escluso parzialmente, attraverso il sistema degli atleti neutrali, come ad esempio le discipline FIS, o totalmente, come il biathlon, che ha confermato l’intenzione di tenere una linea dura sull’argomento fintanto che persistono le condizioni che hanno portato all’esclusione di Russia e Bielorussia resteranno invariate.

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