L’amarezza per l’esclusione dal programma olimpico è molta, soprattutto se si considera che la Val di Fiemme potrebbe essere stata l’ultima area ad aver ospitato una gara a cinque cerchi della storia di questo sport.
Una decisione che ha lasciato con l’amaro in bocca anche il Comitato Organizzatore Nordic Ski Val di Fiemme che negli ultimi anni ha puntato particolarmente su questo settore: “In Val di Fiemme, la tradizione di questa straordinaria disciplina affonda le proprie radici nella storia ed è cresciuta insieme allo sci di fondo e al salto con gli sci – ha commentato l’ente sui propri profili social -. Il nostro territorio e la nostra comunità hanno investito con convinzione non solo negli impianti sportivi, realizzati in occasione dei primi Campionati del Mondo di Sci Nordico del 1991 e recentemente rinnovati per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali MilanoCortina2026, ma anche nella crescita di intere generazioni di atleti”.
Lo sforzo per mantenere vivo questa disciplina è stato possibile soprattutto grazie al sostegno di società come l’US Dolomitica ASD e i vari gruppi sportivi militari che hanno puntato sulla combinata nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi anni. Un “patrimonio umano e sportivo” che il territorio trentino non ha alcuna intenzione di lasciare come confermato dal Comitato Organizzatore Nordic Ski Val di Fiemme che punterà ora sulla tappa di Coppa del Mondo in programma dall’11 al 13 dicembre prossimi e sulle Olimpiadi Invernali Giovanili in programma fra Dolomiti e Valtellina 2028.
“La Val di Fiemme continuerà a credere nella Combinata Nordica e a sostenerne con determinazione lo sviluppo, affiancando la FISI – Federazione Italiana Sport Invernali e la FIS Nordic Combined affinché questa disciplina possa tornare a occupare il posto che merita nel programma olimpico, già a partire dai Giochi del 2034. Per noi, infatti, i riflettori sulla Combinata Nordica non si spengono”.
