La Combinata Nordica ha perso il suo status olimpico; disciplina “fondatrice” dei Giochi Olimpici invernali, presente fin dalla loro prima edizione nel 1924 a Chamonix, dopo 102 anni deve levare le tende e non verranno messe in palio medaglie per i suoi atleti: non solo al femminile, con le atlete che non hanno mai raggiunto il sogno a cinque cerchi, ma anche al maschile.
Una notizia che ha lasciato molti senza parole, rabbia e delusione ha pervaso gli atleti e chi di combinata vive, anche dietro le quinte, ma che ora impone anche delle riflessioni sul futuro e non solo per la disciplina stessa, ma anche per il salto con gli sci, che con la combinata ha condiviso per anni le strutture di allenamento oltre al know how per lo sviluppo della disciplina e dei materiali sul trampolino.
A farlo notare, in primis, è Mario Stecher, direttore sportivo di Ski Austria (Federazione austriaca di sci) ed ex campione di combinata nordica, in una nota federale: “Le conseguenze di questa decisione vanno ben oltre la combinata nordica. Anche il salto con gli sci ne risente direttamente, perché senza il posto della combinata nordica nel programma olimpico, a medio termine sarà più difficile mantenere i trampolini e sostenere in modo sostenibile lo sviluppo dei giovani. Tuttavia, la cosa più dolorosa è che, in un colpo solo, a molti talenti sono state negate le prospettive future. Bambini e ragazzi che si allenano con passione stanno perdendo il loro obiettivo più grande, il sogno olimpico”.
Se togliere la Combinata ha permesso di “rosicchiare” spazio per la Super Team femminile di salto con gli sci, è altrettanto vero che nella quotidianità delle strutture, potrebbe perdersi un grande bacino di utenza, con le risorse economiche che potrebbero, purtroppo, venire meno.
Dello stesso parere è Jørgen Graabak, quattro volte campione olimpico di combinata. Anche il norvegese, ritiratosi al termine della stagione 2024/25, ha fatto notare sulle pagine di TV2 come la gestione degli impianti di salto sarà molto più costosa se non divisa tra due discipline.
Ai due fa eco anche Horst Huettel, direttore sportivo per lo sci nordico presso la Federazione tedesca di sci (DSV). “Per i nostri atleti, allenatori e numerosi volontari dei club, questa decisione rappresenta soprattutto una grande delusione. Tuttavia, ora guardiamo al futuro. Insieme, valuteremo le conseguenze e come possiamo continuare a sviluppare al meglio la combinata nordica. Naturalmente, ciò include anche uno stretto confronto con le altre nazioni leader nello sci, in particolare con la FIS”.
L’esclusione della combinata nordica dal programma olimpico di Alpes 2030 rischia quindi di avere conseguenze ben più ampie della semplice perdita, già grave, di una disciplina storica alle Olimpiadi. Oltre al danno sportivo e simbolico emergono interrogativi concreti sulla sostenibilità degli impianti, sul finanziamento dell’attività giovanile e sulla capacità di continuare ad attrarre nuovi praticanti. La FIS ha già annunciato l’intenzione di lavorare per riportare la combinata nel programma olimpico del 2034, ma nel frattempo federazioni e addetti ai lavori dovranno affrontare una sfida complessa: garantire un futuro a una disciplina storica che, senza il palcoscenico olimpico, rischia di perdere parte della propria forza attrattiva e del proprio sostegno economico.
