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Combinata , Pianeta Italia

La rabbia di Aaron Kostner: “Con la sua decisione, il CIO ha messo in croce la combinata nordica e sulla sua storia ultracentenaria”

L’esclusione della combinata nordica dal programma olimpico dei Giochi del 2030 continua a provocare reazioni durissime tra gli atleti. Tra le voci più critiche c’è quella dell’azzurro Aaron Kostner, che non nasconde amarezza e preoccupazione per il futuro della disciplina.

L’azzurro, attualmente in ritiro con la nazionale a Planica, ha raccontato di aver accolto la notizia con incredulità ai microfoni di SportNews.bz; soltanto pochi mesi fa ha vissuto uno dei momenti più importanti della sua carriera, chiudendo al quarto posto la team sprint insieme a Samuel Costa, non immaginando che quella sarebbe diventata anche la sua ultima apparizione olimpica. Il 27enne spiega come l’intero ambiente fosse convinto che la disciplina avrebbe mantenuto il proprio posto ai Giochi.

«Tra federazioni, allenatori e rappresentanti degli atleti il clima era positivo. Eravamo convinti non solo che la combinata sarebbe rimasta nel programma olimpico, ma che anche le donne sarebbero state incluse. Per questo la decisione è stata uno shock. Mi dispiace soprattutto per i giovani atleti e le giovani atlete che hanno lavorato dieci o quindici anni inseguendo il sogno olimpico e ora se lo vedono portare via senza averne alcuna responsabilità. Io ho avuto la fortuna di partecipare a due Olimpiadi, loro rischiano di non averne mai la possibilità».

Pur definendo la scelta sorprendente, il gardenese ammette che negli ultimi anni alcuni indizi lasciavano presagire difficoltà. La riduzione delle quote olimpiche, la cancellazione della prova a squadre e soprattutto il mancato inserimento della combinata femminile erano stati segnali poco incoraggianti. Tuttavia, l’altoatesino delle Fiamme Oro sperava che oltre cento anni di storia olimpica potessero avere un peso maggiore.

Anche la visita della presidente del CIO Kirsty Coventry durante le gare di Predazzo aveva alimentato l’ottimismo. Secondo l’azzurro, però, gli sforzi compiuti dalla disciplina negli ultimi anni non sarebbero mai stati sufficienti.

«Era rimasta colpita dall’atmosfera e dallo spettacolo delle gare. Inoltre, ci risultava che gli ascolti televisivi fossero buoni anche in mercati importanti come Stati Uniti e Asia. Per questo molti di noi erano fiduciosi. Ho la sensazione che il CIO avesse già deciso da tempo. Qualunque cosa avessimo fatto, la conclusione sarebbe stata la stessa. I social esistono solo da 15 anni, mentre questa disciplina sportiva vanta una tradizione di oltre 100 anni. Il CIO dovrebbe avere l’obiettivo di promuovere lo sport dilettantistico e non è un caso che nel calcio siano ammesse solo le nazionali Under 23. Allo stesso tempo, però, si calcola con precisione quali entrate genera una disciplina. Se il profitto non è sufficiente, quella disciplina perde il suo posto. A mio avviso, questa politica è in netto contrasto con la filosofia olimpica originaria. Si sostiene che poche nazioni si contendano le medaglie, ma è una sciocchezza: nello sci di fondo la diversità è addirittura inferiore rispetto alla nostra disciplina. Inoltre, loro disputano sei gare e noi solo tre.».

La Federazione Italiana Sport Invernali ha confermato il proprio sostegno alla combinata nordica, ma secondo Kostner le conseguenze della decisione potrebbero essere profonde.

«È bello che la FISI ci abbia assicurato il suo sostegno. Tuttavia, nei prossimi anni la situazione diventerà sempre più difficile. L’obiettivo dei gruppi sportivi è quello di preparare gli atleti ai Giochi Olimpici. A seguito di questa decisione, probabilmente non verranno più ammessi nuovi talenti e coloro che ne fanno già parte dovranno competere ai massimi livelli per non perdere il proprio posto. In questo modo l’intero sistema va in pezzi».

Anche sul piano personale il campione altoatesino ammette di avere iniziato a riflettere, con la decisione del CIO che ha già intaccato la propria motivazione: «Il nostro sport richiede un impegno enorme, giorno dopo giorno. Bisogna rinunciare a molte cose, investire molto tempo e denaro, stare sempre attenti al proprio peso e pensare allo sport 24 ore su 24. Devo ammettere che la motivazione ora è diminuita, dopo che ci è stato tolto il grande obiettivo. Continuerò sicuramente questa stagione, perché il calendario di Coppa del Mondo è già fissato, ci sarà un Mondiale, il montepremi è assicurato e nel primo anno non ne sentiremo ancora le grandi ripercussioni. Per il futuro, però, mi lascio aperte tutte le porte, perché non sono più giovanissimo. Cosa succederà, ad esempio, se le gare non verranno più trasmesse in televisione? Se gli organizzatori non vorranno più organizzare gare? Ritengo infatti impossibile che la combinata nordica venga reinserita nel programma olimpico tra qualche anno. Con la sua decisione, il CIO ha messo la croce sulla combinata nordica e sulla sua storia ultracentenaria».

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