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Sci di fondo

Sci di fondo – La new entry della Nazionale juniores Edoardo Trombetta si racconta: “Ho lasciato casa quattro anni fa, è stata una sfida”. E su Elia Barp…

Lo sci di fondo, come si suol dire, è uno sport di grande sacrificio. Talvolta però il sacrificio e la fatica non sono solo quelli che si fanno in pista, in gara o durante gli allenamenti, ma si traducono anche in scelte non facile, come quella di lasciare la propria casa, la propria famiglia e i propri amici e trasferirsi dove le possibilità e le opportunità per seguire la propria passione sono maggiori.

Questa è la storia di Edoardo Trombetta, che come Maria Gismondi e Giacomo Petrini prima di lui, ha lasciato la sua Subiaco per andare al Nord e cercare di poter esprimersi al meglio come atleta. Il 18enne laziale ha trovato “casa” negli ultimi 4 anni allo Ski College di Falcade, dove ha studiato anche il doppio bronzo olimpico Elia Barp e non è un caso che per il giovane fondista sia proprio il bellunese uno dei principali punti di riferimento.

Quest’anno però i sacrifici hanno iniziato ad essere ripagati: la buona stagione invernale gli ha regalato, oltre alle prime esperienza internazionali in FESA Cup, la convocazione in Nazionale e l’ingresso nelle Fiamme Gialle.

Fondo Italia ha incontrato il classe 2007 in occasione dell’ultimo raduno della squadra juniores tra Abruzzo e Molise: una chiacchierata più che un’intervista, che ha restituito un giovane consapevole e posato, che ha parlato tanto di sé, delle emozioni del traguardo della maglia azzurra e le prospettive future.

Edoardo, come sta andando questo ritiro? Un ritiro particolare innanzitutto perché sei tornato molto vicino casa tua, visto che sei di Subiaco e questo raduno si sta tenendo tra Abruzzo e Molise. E poi, in particolare, come sta andando questa giornata al mare?

“Ovviamente il raduno è andato bene. Tra Abruzzo e Molise abbiamo trovato molte strutture, pista da skiroll a Capracotta e tantissime altre località dove allenarci e tirare fuori allenamenti di qualità, sicuramente. Essendo entrato a far parte della nazionale quest’anno, con il gruppo mi trovo molto bene e con questo raduno abbiamo legato di più. È sicuramente un gruppo con il quale lavorare. Difatti, in questi giorni che abbiamo trascorso tra Barrea e Capracotta, è stato sicuramente un bell’inizio. Con la squadra abbiamo messo in pratica tanti allenamenti di qualità, anche in quantità, come appunto stamattina, che abbiamo fatto un lungo in double poling sulla ciclabile sul lungomare e mi trovo molto bene e secondo me è andato tutto per il meglio.”

Dicevamo prima che siamo vicini a casa tua, tra virgolette, perché sei appunto di Subiaco, come Maria Gismondi e Giacomo Petrini. Per seguire la passione per lo sci di fondo sei dovuto andare lontano, a Falcade. Quindi in qualche modo questo ingresso nazionale ripaga i sacrifici fatti.

“Sì, assolutamente. Io sono originario di Subiaco, in provincia di Roma, ma ho vissuto quattro anni a Falcade, allo Ski College. Prima di trasferirmi ero seguito dalla mia società d’origine, il Gruppo Sciatori Subiaco dove è cresciuto anche Giacomo Petrini. In prima superiore, con i miei genitori, decisi di fare questa scelta, e andare a Falcade per trovare una nuova realtà da cui tratte il meglio. E sicuramente è stato un passo in avanti, non è stato semplice star lontano da casa il primo anno, specialmente. Però il sogno che seguivo era molto più grande della lontananza da casa e quindi non mi è mai pesato stare lontano dai miei genitori anzi, ero contento di vivere una nuova realtà e la vivevo come una sorta di sfida, perché noi gli atleti siamo sempre sottoposti a sfide tutti i giorni, quindi era qualcosa di stimolante.”

La tua presenza di Nazionale, come quella dei tuoi concittadini, è sicuramente una bella spinta anche per i giovani del Centro-Sud.

“Assolutamente sì, infatti so che a Subiaco ci sono tanti ragazzi che praticano sci di fondo, specialmente una ragazza, Sara Proietti-Cignitti, che si sta spingendo molto e secondo me è giusto far così, perché in realtà dove magari non ci sono tutte le strutture, come ad esempio l’innevamento artificiale, che non è presente sul Monte Livata, è importante spingere molto i ragazzi, come fa il Gruppo Sciatori di Subiaco ma anche il Winter Sport Club, dove è cresciuta Maria (Gismondi), e fanno tanti sacrifici, anche magari andando lontano, per permettere ai ragazzi di sciare. Secondo me sono realtà dove si deve spingere tanto come si sta facendo qui in Abruzzo e in Molise con strutture, dando la possibilità anche noi di venire a fare questi raduni.”

Facendo un passo indietro alla scorsa stagione, come la valuti?

“È stata una stagione positiva, specialmente l’inizio stagione. Infatti con le prime gare a Santa Caterina sono riuscito a qualificarmi per le prime gare di FESA Cup a Planica. Sono partito molto forte e ho cercato di continuare su quel range per il resto della stagione, ovviamente tra alti e bassi, la forma che andava e tornava. Come per tutte le stagioni non è stato facilissimo però ho cercato di dare il meglio in tutte le competizioni.”

Hai da poco finito gli esami di maturità, e ora puoi concentrati pienamente sugli allenamenti. C’è qualcosa su cui vuoi lavorare in particolare, qualche aspetto che vuoi migliorare?

“Sicuramente dal punto di vista tecnico, specialmente nell’alternato c’è molto da lavorare.
Proprio per questo entrare a far parte sia nel Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza ma anche nel Nazionale lo vedo come un punto di partenza da cui partire per lavorare per migliorarmi e trarre il meglio che posso dagli allenatori, fisioterapisti e tutte le persone che ci seguono e portare i loro insegnamenti con me per cercare di raggiungere i miei obiettivi futuri.”

Quali sono le tue aspettative per il prossimo inverno?

“Diciamo che sicuramente i mondiali a Otepää sono un po’ l’obiettivo principale della stagione. Ci alleniamo soprattutto per quell’occasione, però la cosa che vorrei fare maggiormente è riuscire a fare ad avere una maggior costanza nelle gare e penso che con gli allenatori della squadra riusciremo a lavorare duramente nella maniera corretta per raggiungere questo obiettivo”.

Come d’abitudine con le new entry, l’ultima domanda non è proprio una domanda, ma vorrei ti descrivessi come atleta: qual è la tecnica o il format che preferisci e poi se hai qualche punto di riferimento sportivo.

“Beh allora mi reputo un atleta abbastanza polivalente vado abbastanza bene in tutte le discipline sia nel classico che nello skating, ma direi che lo skating mi riesce meglio rispetto al classico, mentre le distance sono le gare in cui mi trovo meglio anche se quest’anno in sprint sono riuscito a dare buoni segnali, anche in Coppa Europa sono riuscito a guadagnarmi un decimo posto proprio alla prima gara. Come idolo sportivo sicuramente nel mondo dello sci c’è sicuramente Klaebo mentre in Italia principalmente Elia Barp, infatti proprio la scelta di andare allo Ski College è stata anche un po’ mirata dal fatto che Elia anche ha trascorso i suoi anni là In seconda superiore scrissi un tema a scuola in cui dicevo che lui era proprio la mia stella da seguire. Lo reputo un’atleta che si è costruito da solo con il duro lavoro e secondo me è un ottimo esempio da seguire e invece al di fuori dello ski … beh Mathieu Van Der Poel specialmente per il suo carisma e per quello che fa vedere in gara per per quello che riesce veramente a dare”.

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