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Biathlon – La Germania si allena in quota a Passo Lavazè: dietro le quinte del raduno italiano tra test al poligono e “dolce vita”

Dopo la prima parte del raduno in bicicletta per le strade del Trentino Alto Adige, fino ad arrivare al Lago di Garda, la nazionale tedesca maschile di biathlon ha continuato il suo collegiale nel Bel Paese a Passo Lavazè, in Trentino.

A 1.808 m s.l.m., gli atleti della DSV hanno affrontato una settimana di lavoro in quota, alternando allenamenti complessi, esercitazioni al poligono, sessioni di corsa e momenti dedicati alla preparazione atletica generale.

A raccontare il raduno è stato lo stesso team tedesco attraverso un video blog che offre uno sguardo dall’interno sulla quotidianità degli atleti. Il programma è iniziato con un allenamento complesso incentrato sul tiro, nel quale i biathleti hanno simulato diverse situazioni di gara: riproducendo le diverse esigenze delle competizioni, dalle prove sul tempo a quelle sull’uomo, e affrontando ogni esercizio cercando di mantenere la massima precisione e concentrazione possibile, confrontandosi anche con i tipici rumori di un’arena, tra tifo e rumori ambientali. Il tutto, naturalmente, condito dalla complessità del poligono di Lavazè, certamente un terreno non semplice dove poter mettersi alla prova al tiro sia per il vento che per la quota.

Non è mancata una lunga uscita in bicicletta, con gli atleti impegnati sulle strade delle Dolomiti e alle prese con le salite del Passo Valles. Una sessione che, come raccontano con ironia i protagonisti, ha messo a dura prova le gambe, soprattutto dopo i carichi dei giorni precedenti. Il ciclismo ha rappresentato anche un’occasione per vivere il territorio e inserire nella routine del raduno qualche momento di quella “Dolce Vita” italiana fatta di gelato e affogato.

Il momento più atteso della settimana è arrivato con il primo test agonistico. Gli atleti si sono confrontati in una prova sprint disputata a circa 1.800 metri di quota, al termine di un periodo di allenamento particolarmente intenso. La fatica accumulata e le condizioni dell’altura hanno reso la gara ancora più impegnativa, ma hanno permesso allo staff di raccogliere indicazioni preziose.

«Credo che sia stato anche un po’ per l’altitudine e per la fatica del raduno», spiegano gli atleti al termine della prova, sottolineando comunque la qualità delle prestazioni sia sugli sci sia al poligono. Il test ha permesso di individuare gli aspetti già funzionanti e quelli sui quali sarà necessario continuare a lavorare: «Adesso si tratta semplicemente di entrare nei dettagli e vedere cosa funziona e cosa ancora non funziona».

Il video completo è disponibile di seguito:

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