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Sci di fondo , Skiroll

Sci di fondo e skiroll – Tommaso Tamburro: “La Nazionale sta entrando in forma. Il Centro-Sud? Una cultura della disciplina che merita strutture di supporto”

Foto Credits: Fondo Italia

La tappa di Coppa Italia Next Pro di skiroll di Castel di Sangro è stata l’ultimo banco di prova in vista dei grandi appuntamenti internazionali della seconda parte della stagione: è tempo dunque di prime valutazioni per lo staff tecnico azzurro, che insieme agli atleti si sta preparando per affrontare gli impegni di Coppa del Mondo ma soprattutto i Mondiali di Skiroll.

Per Tommaso Tamburro, allenatore della nazionale italiana di skiroll e responsabile FISI per gli eventi di prima fascia e il coordinamento dello sci di fondo nel Centro-Sud, il weekend abruzzese ha offerto indicazioni positive sullo stato di forma degli azzurri e ha confermato il valore di un territorio che continua a investire nelle discipline nordiche. Da “padrone di casa” – Tamburro è infatti originario di Barrea, a pochi chilometri da Castel di Sangro – il tecnico si è poi soffermato anche sulle prospettive di crescita delle discipline nordiche nel Centro-Sud.

Dopo la tappa di Castel di Sangro, che bilancio può tracciare della prima parte di stagione della nazionale?

«Quella di Castel di Sangro è stata la quarta tappa di Coppa Italia e ha assegnato anche i titoli italiani sprint. I ragazzi si sono comportati molto bene, sia quelli più prestanti per le competizioni di sprint, ma in generale, insomma, hanno tutti una buona forma fisica per le gare che si avvicinano del fine stagione di agosto in Svezia.           
Nel settore distance Giovanni Lorenzetti, ha vinto ultime gare di Coppa Italia, e si è riconfermato in buono stato di forma fisica, così Matteo Tanel piuttosto che Tommaso Della Giacoma o Riccardo Masiero, stanno entrando in forma, soprattutto considerando la programmazione che hanno portato avanti in vista di competizioni che quest’anno sono spostate più in avanti verso il mese di settembre»

Ora la Coppa Italia andrà in pausa e a fine agosto riprenderà invece la stagione internazionale: come si svolgerà l’avvicinamento alla Coppa del Mondo per junior e senior?

«Per gli junior avevamo programmato fin dall’inizio della stagione un periodo specifico di lavoro e da lunedì inizierà un raduno dedicato proprio a loro, sia per il settore sprint sia per quello distance. I senior, invece, proseguiranno con un lavoro più individualizzato: siamo ormai vicini alla pausa centrale di agosto e poi ci ritroveremo direttamente in vista della partenza per la Svezia.»

Il calendario internazionale, concentrato in poche settimane, ha complicato la preparazione?

«Sì, sicuramente. Lo skiroll ha normalmente una stagione agonistica molto lunga e questa è una delle sue caratteristiche più interessanti, invece in questo modo si va a perdere la parte accattivante. Soprattutto poi per gli atleti, se ci dovesse essere qualche piccola defaillance o qualche atleta dovesse avere bisogno recuperare, diventa molto più complicato in un periodo così breve e ricco di appuntamenti agonistici. Quindi sicuramente non è l’ideale per una stagione di Coppa del Mondo, ma questo è quello che ci è stato proposto e ci prepareremo al meglio per programmare tutto, sia spostamenti che anche rifiniture e arrivare pronti con gli atleti.»

Il grande obiettivo della stagione sarà il Mondiale di Madona. Che aspettative ha per la squadra?

«Madona è una località che conosciamo molto bene perché ci gareggiamo praticamente ogni anno. Abbiamo atleti che possono essere competitivi in diverse specialità: nelle gare in linea, nelle individuali e anche nelle sprint, dove negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati importanti. Possiamo fare molto bene, ma sarà fondamentale arrivare preparati a una stagione particolarmente impegnativa anche dal punto di vista logistico, con tanti viaggi ravvicinati tra Svezia, Lettonia e Val di Fiemme.»

Riallacciandoci al suo ruolo di responsabile per il Centro-sud, negli ultimi mesi il Centro-Sud ha ospitato diversi raduni federali di sci di fondo ma anche numerose gare di skiroll. Che valore ha tutto questo per il territorio?

«Le attività federali delle squadre junior e U23 sono il risultato di una collaborazione che parte da lontano con la direzione agonistica federale, nella persona del DT giovanile, Paolo Rivero, con cui ho un ottimo rapporto. Quando è emersa la possibilità di riuscire a portare nel centro-sud delle attività di questo tipo, mi ha fatto molto piacere trovare una porta aperta, ma soprattutto la possibilità e la vetrina visibili a tutti i ragazzi che fanno attività nel centro-sud. C’è una realtà veterana di questo sport, con una grande cultura alle spalle per questa disciplina, portata avanti con sacrificio e fatica perché sia per l’inverno che per l’estate dovrebbero esserci delle strutture di supporto all’attività sia agonistica ma anche di allenamento. Questi raduni e queste competizioni servono a far conoscere i territori, ma soprattutto permettono ai giovani di confrontarsi con gli atleti che hanno già raggiunto anche piccoli traguardi e li proiettano verso quella che potrebbe essere una carriera futura, vedendo da vicino cosa significa intraprendere un percorso di alto livello.»

Cosa manca ancora per favorire lo sviluppo delle discipline nordiche nel Centro-Sud?

«La criticità principale resta quella delle strutture. Si sta lavorando a diversi progetti e mi auguro che possano concretizzarsi presto, perché i ragazzi ne hanno bisogno e ne ha bisogno tutto il movimento. Servono impianti che consentano di allenarsi con continuità, sia d’estate sia d’inverno.
Durante la stagione estiva possiamo praticare skiroll per molti mesi, ma spesso ci alleniamo su strade aperte al traffico e le uniche condizioni realmente sicure si trovano sulle piste dedicate. Disporre di più strutture significherebbe poter lavorare con maggiore qualità e sicurezza.»

Il Centro-Sud ha già dimostrato di poter formare atleti di alto livello, come testimonia il caso di Subiaco.

«Assolutamente sì. Quest’anno tre ragazzi di Subiaco sono entrati nelle diverse squadre federali: Maria Gismondi, Giacomo Petrini ed Edoardo Trombetta. È una cosa possibile, sicuramente ci sono sempre dietro sacrifici da parte delle famiglie, dei genitori, soprattutto dei ragazzi però noi continuiamo a crederci e l’attività nel centro-sud viene svolta. Prevediamo per i ragazzi sessioni di attività collegiali sia invernali che estive oltre che seguirli per tutto il periodo agonistico. Sicuramente la cosa che manca e della quale abbiamo bisogno sono delle strutture che ci diano la possibilità di lavorare bene e di ripartire a pieno regime come qualche anno fa.»

Lo skiroll può rappresentare una porta d’ingresso verso lo sci di fondo?

«Sì, senza dubbio. Le due discipline sono strettamente collegate e si completano a vicenda. Lo skiroll rappresenta un’ottima base di crescita tecnica e atletica, come dimostrano diversi atleti che sono riusciti ad affermarsi anche nello sci di fondo. Poi, nel corso della carriera, ogni atleta dovrà scegliere il percorso più adatto alle proprie caratteristiche.»

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