A poco più di sei mesi dall’inizio dei Mondiali di sci nordico di Falun 2027, in programma in Svezia dal 24 febbraio al 7 marzo prossimi, resta ancora da definire chi trasmetterà il grande evento in Norvegia.
Secondo quanto riportato dal quotidiano norvegese Dagbladet, nessuna emittente televisiva norvegese ha ancora acquistato i diritti di trasmissione delle gare iridate. Una situazione insolita per un Paese in cui le grandi competizioni di sci nordico rappresentano tradizionalmente uno degli appuntamenti sportivi più seguiti.
«Non mi sono mai trovato in una situazione in cui, a sei mesi dai Mondiali, i diritti non siano ancora stati venduti», ha spiegato Terje Lund, responsabile degli eventi della Federazione norvegese di sci.
Attualmente, la vendita dei diritti televisivi internazionali per conto della FIS è gestita dalla società di marketing Infront. Secondo le informazioni riportate dalla stampa norvegese, sia NRK sia TV 2 avrebbero presentato le proprie offerte già in primavera, ma le trattative si sarebbero arenate a causa delle richieste economiche.
Ancora più preoccupante è che la stessa situazione si sta verificando proprio in Svezia, Paese ospitante l’evento. L’emittente pubblica nazionale, SVT, si è detta interessata, ma deve tenere conto che coloro che si aggiudicheranno i diritti dovranno sostenere non soltanto gli oneri dell’accordo, ma anche quelli della produzione internazionale delle gare.
«Al momento SVT non ha i diritti. Finché nessun’altra parte li avrà acquistati, non chiudiamo nessuna porta. Il tempo sarà comunque poco, indipendentemente da chi alla fine si assicurerà i diritti», Max Bursell, responsabile dello sport di SVT a Expressen, rimarcando la difficoltà economica che un tale sforzo comporterebbe. «Normalmente tutto questo sarebbe dovuto essere definito più di un anno fa. È probabile che in Svezia ci siano diverse emittenti interessate a trasmettere i Mondiali casalinghi, ma assumersi la responsabilità della produzione televisiva comporta costi elevati. In combinazione con gli alti costi dei diritti, può essere difficile far quadrare i conti».
Questo ritardo preoccupa gli organizzatori dell’evento e le Federazioni, considerando il lavoro necessario per preparare la copertura televisiva di un evento di questa portata, che richiede infatti mesi di preparazione per allestire studi, collegamenti, squadre tecniche e redazioni, oltre a definire il gruppo di commentatori ed esperti.
«Siamo già oltre il limite. La cosa che ci preoccupa maggiormente è che le emittenti abbiano bisogno di più tempo possibile per prepararsi. Per una televisione si tratta di un progetto enorme», ha sottolineato Lund.
