Dopo la gara femminile, gli uomini hanno offerto una gara altrettanto esaltante, che ha tenuto il pubblico di Dresda, sia nell’Heinz-Steyer Stadium che per le strade della capitale sassone. Ancora una volta, la “partita” è stata decisa al poligono, quando all’ultima serie si è presentato un gruppo di nove atleti su diece, tutti potenzialmente da vittoria: per la felicità del pubblico tedesco, a spuntarla è il padrone di casa Justus Strelow.
Alle sue spalle nel giro finale, si è aperta la vera battaglia per gli ultimi due posti disponibili sul podio, con Philip Horn a guidare un quartetto composto anche da Eric Perrot, l’azzurro Lukas Hofer e Philipp Nawrath. Con un passo sostenuto e i quattro a darsi il cambio, sorridono Perrot, a cui non riesce il tentativo di confermare la vittoria dello scorso anno, e Hofer, entrambi con 3 bersagli mancati e un ritardo rispettivamente a 3″ e 3″5. L’azzurro, autore di una solida prestazione sia al poligono che in pista, fotocopia così il risultato di Lisa Vittozzi, realizzando una doppietta per l’Italia in questa edizione 2026 e bissando anche il suo miglior risultato nella manifestazione, quello di Wiesbaden nel 2021. Una prestazione per il quasi 37enne che ne decreta – se ce ne fosse bisogno – la straordinaria longevità e voracità agonistica.
Sfuma la tripletta tedesca, con Horn che rimane ai piedi del podio a 3″9, mentre Nawrath è più staccato a 12″1: entrambe scrivono 7 nel computo degli errori. Completa la top 6 Martin Ponsiluoma, a 17″1 con 5 bersagli mancati, riuscendo a limitare i danni di un problema agli skiroll proprio all’inizio dell’ultima tornata.
Dopo una prima parte di gara immacolata per Vitaly Mandzyn, l’ucraino paga dazio nel tiro in piedi con 4 errori e oltre 1 minuto di ritado. Giornata no per Sturla Holm Laegreid, che chiude il gruppo con oltre quattro minuti di ritardo, ma approfitta della debacle per regalare spettacolo e momenti indimenticabili al pubblico stringendo mani durante tutto il resto della gara.

