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Biathlon – Arttu Heikkinen in appello: la carriera appesa alla sentenza per l’incidente di caccia

La Corte d’appello di Rovaniemi ha esaminato il ricorso del biatleta finlandese Arttu Heikkinen, condannato per un incidente di caccia avvenuto nel settembre 2024 a Hyrynsalmi.

Heikkinen aveva colpito accidentalmente con il fucile a pallini il proprio padrino, ferendolo alla parte superiore del corpo e alla testa e provocandogli la perdita della vista da un occhio. In primo grado era stato condannato a 70 sanzioni giornaliere e a 6.800 euro di risarcimento per lesioni colpose aggravate e reato venatorio.

Il padrino sostiene che Heikkinen abbia agito con troppa fretta per la foga di abbattere la preda. Il finlandese, invece, afferma che l’uomo si fosse allontanato dal percorso concordato e fosse finito davanti a lui senza essere visibile.

«Nella mia professione ho a che fare con le armi ogni giorno e le utilizzo in modo sicuro» si è difeso il 22enne, sottolineando inoltre che i due avevano alle spalle circa cento giornate di caccia insieme e che conosceva bene le regole di sicurezza.

Il ricorso è particolarmente importante per la sua carriera nel biathlon: «Una condanna per lesioni colpose aggravate significherebbe perdere il porto d’armi e porre fine alla mia carriera sportiva. Sono un atleta a tempo pieno e non potrei praticare la mia professione senza quelle licenze».

Heikkinen, già campione mondiale junior e due volte medagliato ai Mondiali giovanili, attende ora la decisione della Corte d’appello.

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