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Biathlon – Quentin Fillon Maillet, una preparazione formato famiglia in ottica 2030

La nuova stagione di Quentin Fillon Maillet è iniziata nel segno di un profondo cambiamento nella sua vita privata che andrà ad alterare anche la sua quotidianità di atleta: il plurimedagliato olimpico infatti è diventato papà della piccola Léana, nata poche settimane fa. E per un atleta d’élite, abituato a organizzare ogni dettaglio della propria preparazione, trovare un nuovo equilibrio alle porte della nuova stagione non è una passeggiata.

«A sconvolgermi di più, in questo momento, sono le mie notti», racconta il francese a Ski Chrono. «Posso fare un paragone con una medaglia olimpica: è un’emozione fortissima, ma è più effimera, meno tangibile di un figlio che puoi coccolare e vedere».

«C’è stato un adattamento nei volumi di allenamento», spiega ancora il 34enne, che ha cercato di modificare ma nonostante tutto di non ridurre il lavoro: «Per il momento non ho fatto troppi compromessi, ho cercato di essere il più presente possibile per mia figlia e di mantenere il volume e la qualità degli allenamenti». La differenza più evidente arriva al termine delle sedute: «Quando torno a casa, invece di mettermi subito a tavola, do il biberon».

Nel percorso verso la nuova stagione, Fillon Maillet ha ritrovato anche Siegfried Mazet, tornato nello staff della nazionale francese come allenatore del tiro dopo dieci anni trascorsi in Norvegia.

«A essere onesto, ero rimasto con un po’ di amarezza per la sua partenza di dieci anni fa, perché ero all’inizio della mia carriera e stavamo iniziando a costruire qualcosa con Siegfried. Non gliene ho mai voluto a lungo, perché è stata una scelta di carriera e ha fatto bene a farla, ha avuto molto successo».

Il ritorno di Mazet arriva in un momento della carriera dell’atleta del Giura in cui il bagaglio tecnico personale è molto ampio e le cose su cui lavorare sono differenti: «I problemi che incontro nel tiro non sono necessariamente legati ad aspetti tecnici, ma piuttosto a un approccio generale o mentale», spiega. «Siegfried porta questo tipo di approccio e il percorso che ha sviluppato durante la sua esperienza in Norvegia. Penso che siamo davvero sulla stessa lunghezza d’onda».

Oltre alla nascita della sua primogenita, Fillon Maillet ha pagato, questa estate, lo scotto di una stagione olimpica altamente provante e ripartire con la preparazione non è stato semplice. «A essere sincero, non è stata la ripresa più facile che abbia mai affrontato. C’era molta stanchezza accumulata dalla stagione e ho impiegato del tempo per recuperare».

La motivazione, però, resta intatta. Nonostante il transalpino abbia vinto praticamente tutto e abbia abbattuto anche diversi record nel farlo, guarda già al futuro e, in particolare, alle Olimpiadi casalinghe: «C’è l’obiettivo di essere molto competitivo tra quattro anni, affinché mia figlia possa guardarmi a bordo pista. Questo mi motiva molto. A livello personale, più importante di un risultato sportivo, c’è il fatto di ritrovare fiducia al poligono. Questo mi permetterà di aumentare le mie percentuali e andare a cercare grandi prestazioni. Se riuscissi a tornare su medie vicine al 90%, o anche superiori, al poligono, sono certo che riuscirò a ottenere grandi prestazioni».

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