Il prossimo 10 ottobre la FISI andrà incontro, qualunque sarà il risultato, a un appuntamento storico. La Federazione si riunirà infatti a Verona per l’Assemblea Federale Ordinaria Elettiva che porterà al rinnovo di tutte le cariche, compresa quella del presidente, in vista del quadriennio che accompagnerà l’Italia alle Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030.
Si tratterà di un appuntamento storico in quanto sarà il primo dopo l’aggiornamento dello Statuto Federale approvato lo scorso 18 giugno 2026 e che propone regole nuove, soprattutto per il presidente uscente Flavio Roda che dovrà far i conti con la concorrenza di Antonio Noris e Roberto Bortoluzzi, candidatisi al ruolo di numero uno della FISI.
LE NUOVE REGOLE SULLA RICANDIDATURA E LA SOGLIA DEI DUE TERZI
Grazie al Decreto-legge del 31/05/2024 n. 71 Articolo 1, approvato dall’attuale governo per modificare l’articolo 16 del Decreto legislativo del 23/07/1999 n. 242 riguardante il “Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano – CONI”, “Il presidente e i membri degli organi direttivi restano in carica quattro anni e possono svolgere più mandati” cancellando di fatto il precedente limite dei tre mandati imposto ai numeri uno delle federazioni.
Questo ha consentito a Roda di andare a caccia del quinto mandato, ma lo stesso Decreto-legge presenta un’insidia grande per coloro che puntano a rimanere in carica e riguarda il numero di voti necessario per mantenere il ruolo. Riprendendo lo stesso articolo 16, emerge come“i presidenti, in caso di candidatura successiva al terzo mandato consecutivo, sono eletti a condizione che conseguano alla prima votazione un numero di voti pari almeno ai due terzi del totale dei voti validamente espressi“.
Per una conferma, a Flavio Roda serviranno il 66,67% dei voti validi alla prima votazione, altrimenti potrebbe aprirsi uno scenario che di per sé potrebbe rivoluzionare il futuro della FISI.
COSA ACCADE IN CASO DI MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM? NUOVE ELEZIONI E NOVITA’ SULLE CANDIDATURE
Qui si entra in uno scenario tanto ispido quanto tutt’altro che impossibile da escludere. Considerata la presenza di due altri candidati, non è scontato che il presidente uscente riesca a raggiungere la soglia dei due terzi dei voti validi, fissata al 66,67%. Guardando proprio agli sport invernali, ciò è accaduto in estate alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) con il numero uno in carica Andrea Gios che si è fermato a quota 63,9591%.
Quali sono state le conseguenze? Secondo le regole dello Statuto Federale e l’articolo 16 del Decreto legislativo del 23/07/1999 n. 242 aggiornato, Gios ha dovuto lasciare l’incarico senza potersi più ricandidare in una seconda tornata di voti. Come successo per la FISG, lo stesso scenario potrebbe accadere in FISI con Roda che, in caso non raggiungesse i due terzi dei voti, sarebbe di fatto escluso automaticamente dalla corsa alla presidenza.
Nel caso in cui gli altri due candidati riuscissero insieme a ottenere più di un terzo dei voti validi, la Federazione sarebbe chiamata a indire una nuova Assemblea Elettiva. Come spiegato dall’articolo 16 “in caso di mancata elezione, non sono candidabili alle votazioni successive per lo stesso mandato. Nel caso di pluricandidature non si procede al ballottaggio tra gli altri candidati e si indicono nuove assemblee elettive anche per i membri degli organi direttivi”.
Tutto di fatto da rifare da capo con il solo Roda a essere sicuro di non poter concorre alla presidenza, mentre gli altri potrebbero ripresentarsi con il rischio che un “terzo” si possa inserire nella corsa “ex novo” e cercare di convincere gli elettori a puntare su di lui.
E’ POSSIBILE L’ELEZIONE DIRETTA DI UN NOME NUOVO ALLA PRESIDENZA ALLA PRIMA VOTAZIONE? SI’, MA CON QUALCHE COMPLICAZIONE
L’ipotesi che fino a questo momento non è stata di fatto presa in considerazione riguarda l’eventuale elezione diretta di Antonio Noris o Roberto Bortoluzzi alla presidenza. Non essendo già in carica, i due non devono sottostare alla regola dei due terzi e potrebbero essere eletti alla prima votazione con un quorum più basso.
In questo caso la soglia è quella della maggioranza assoluta con il 50%+1 dei voti validi, tuttavia la complicazione emerge proprio dalle forze in campo. Trattandosi di tre candidati in campo, sarà difficile riuscire a raggiungere questa cifra, considerata anche la portata dello stesso Roda, in carica da oltre quattordici anni. Fare pronostici è impossibile, tuttavia l’Assemblea Federale Ordinaria Elettiva potrebbe regalare sorprese che farebbero la storia di questa Federazione.

