Dopo un Mondiale e dei Giochi Olimpici vissuti da assoluta protagonista, e che l’hanno incoronata una delle fondist più forti al mondo, Frida Karlsson potrebbe avere perso la motivazione e gli stimoli per continuare a competere eppure non è così. Non solo per il Campionato del Mondo in casa che il prossimo inverno attende la Nazionale svedese, ma anche perché la 27enne ha messo nel mirino un obiettivo ambizioso, che non è mai stato raggiunto da nessuna fondista svedese prima d’ora: la vittoria della Coppa del Mondo generale.
Per questo motivo, questa estate l’atleta di Sollefteå ha cambiato cambiato qualcosa nella sua routine estiva, complice anche il ritorno in patria di Per Nilsson, suo allenatore personale, dopo l’esperienza come tecnico della Nazionale tedesca. Una presenza che Karlsson considera molto importante, soprattutto dal punto di vista motivazionale.
«È fantastico. Prima sembrava che avessimo una relazione attraverso il telefono, mentre ora è qualcosa di completamente diverso. Soprattutto per la mia motivazione: averlo con me e sentirlo spronarmi durante gli allenamenti fa la differenza» ha spiegato ad Expressen. Gli incontri in presenza con il suo preparatore permettono inoltre di monitorare meglio le sue condizioni: «Non posso mentirgli. Mi conosce molto bene e può vedere subito se sono troppo stanca e se dobbiamo modificare il programma. Con lui lì, tutto diventa migliore».
Insieme, dopo aver conquistato il titolo mondiale nella 50 km a Trondheim e due ori olimpici a Milano-Cortina, i due si preparano a cambiare parzialmente approccio per salire in vetta alla classifica generale del circuito élite: per farlo, però, Karlsson dovrà gareggiare il più possibile, venendo quindi selezionata dai tecnici della nazionale anche per le sprint.
«Non penso di dover puntare a vincere l’oro mondiale nella sprint», ha precisato Karlsson che negli ultimi anni, pur non abbandonando il format completamnte, ha limitato il lavoro specifico a causa dei problemi al piede. La preparazione per le Olimpiadi, inoltre, aveva richiesto un’attenzione particolare alla resistenza, anche in considerazione delle caratteristiche molto dure dei percorsi della Val di Fiemme. «Non ho mai voluto lasciare completamente la sprint, ma a causa del mio infortunio al piede sono stata un po’ limitata negli ultimi anni. Per le Olimpiadi sapevo che avremmo affrontato i percorsi più duri che avessimo mai trovato, quindi era importante accumulare ore sul tapis roulant e diventare più resistente».
Ora, però, con Falun 2027 e i suoi percorsi più veloci rispetto a quelli dei precedenti grandi eventi, Karlsson sa di dover acquisire anche una maggiore velocità di punta; per questo, dopo al consueto lavoro di base svolto durante l’estate, in autunno il programma vedrà aumentare il lavoro mirato alla velocità.
L’obiettivo di Karlsson è diventare una presenza stabile nella squadra svedese di sprint durante la stagione. Una sfida tutt’altro che semplice, considerando la profondità del movimento svedese: alle Olimpiadi, infatti, la Svezia ha occupato l’intero podio della sprint femminile con Linn Svahn, Jonna Sundling e Maja Dahlqvist a cui si aggiungono Emma Ribom e Johanna Hagström, entrambe pienamente in corsa per un posto.
«So che sarà molto difficile. Ma due o tre anni fa ero una presenza fissa e sicura, quindi so di avere queste qualità».

