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Sci nordico e biathlon – Roberto Bortoluzzi presente il programma in vista delle elezioni FISI: “Sono necessari più contributi per sostenere l’attività giovanile degli Sci Club, ispirandosi alle strategie dei paesi leader”

Roberto Bortoluzzi © FISI Veneto

La FISI è pronta a vivere un momento di svolta. Il prossimo 10 ottobre a Verona avrà luogo l’Assemblea Federale Ordinaria Elettiva, dove il presidente uscente Flavio Roda cercherà di riaffermarsi per il quinto mandato consecutivo. A sfidarlo ci saranno il numero uno dello Sci Club Goggi, Antonio Noris, e lo storico ex presidente del Comitato FISI Veneto, Roberto Bortoluzzi.

Una candidatura, quest’ultima, fortemente proiettata a dar voce ai Comitati regionali e agli Sci Club, che si occupano in primis dell’attività di base e che rappresentano il vero bacino di potenziali atleti da coltivare e osservare, per l’eventuale inserimento tra quelli di interesse nazionale.

Da prendere come spunto sono i modelli nordici, in primis ‘il Modello Norvegese’, i quali si riferiscono a sistemi educativi, metodologici ed organizzativi che hanno rivoluzionato l’apprendimento e l’allenamento degli sport invernali. Questa metodologia si basa sul concetto di sviluppo a lungo termine dell’atleta, nelle varie fasi: approccio ludico, sotto forma di gioco per poi passare alla multidisciplinarietà – spiega il dirigente bellunese ai microfoni di Fondo Italia -. Il sistema sportivo norvegese si basa pertanto, sulla partecipazione universale e sul rifiuto della specializzazione precoce, permettendo ai bambini di praticare sport senza pressione o classifiche ufficiali fino ai 13 anni. Rimane sempre il problema ‘risorse’, in quanto per seguire un progetto continuativo di crescita dei ragazzi, senza pesare eccessivamente sulle famiglie, è fondamentale poter ricorrere ad aiuti esterni”.

Bortoluzzi, forte della sua esperienza di ventisei anni nel Comitato Veneto, conosce molto bene le difficoltà economiche in cui versano i Comitati stessi e gli Sci Club. Nel programma, infatti, emerge forte la necessità di dar voce alla Base e perseguire le strategie necessarie per finanziare l’attività giovanile, tramite gli Sci Club e favorire pertanto la pratica e lo sviluppo degli sport invernali.

“La pratica dello sci è onerosa (trasporti, abbonamenti, materiali, ecc. …) e mette in difficoltà le famiglie e conseguentemente gli Sci Club. L’obiettivo è insistere su questo punto per reperire le risorse necessarie da trasferire al Territorio – aggiunge Bortoluzzi -. Con l’entrata ufficiale della FISIP in FISI, sarà dato lo stesso sostegno agli atleti paralimpici, contribuendo anche nei costi di preparazione che sono maggiori rispetto ai costi per i normodotati; promuovendo l’inclusione a tutti i livelli, ad esempio nel medagliere un’eccellenza sportiva vale uguale, oro olimpico e paraolimpico non devono essere due pesi e due misure!”.

In conclusione non va dimenticato il rilancio dello sci nordico, in particolare al salto con gli sci e la combinata nordica che spesso faticano a ottenere spazio nel contesto tricolore.

Abbiamo visto come nelle recenti Olimpiadi le vittorie sono state prerogativa dei Finlandesi e dei Norvegesi. Queste nazioni possono contare su punte di diamante grazie al proprio sistema organizzativo, come per esempio il ‘Modello Norvegese’. Anche noi potremo arrivarci, le capacità non mancano, occorre fare un progetto ben definito, ma il punto debole sono sempre le risorse economiche per farvi fronte – termina Bortoluzzi -. Con progetti e finanziamenti, si può puntare ad allargare gli orizzonti anche con trasferte sportive in Nord Europa. Nello sci alpino, ad esempio (settore più ricco di risorse), gli atleti effettuano già trasferte per allenamenti nelle varie strutture in Germania, Svizzera, Sud America, in
più periodi dell’anno. La preparazione non può più essere limitata a pochi mesi all’anno! Per raggiungere
l’eccellenza anche negli sport invernali è necessario impegnarsi tutto l’anno, come negli altri sport”.

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