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Biathlon – Vitalii Mandzyn vuole trovare continuità con il nuovo tecnico Semenov: “Ha portato nella squadra la sua esperienza europea”

Photo Credits: Dmytro Yevenko

Reduce dal proprio miglior piazzamento nella classifica generale di Coppa del Mondo nello scorso inverno, chiuso in top 30, Vitalii Mandzyn è riuscito anche a entrare 8 volte, tra i primi venti nelle gare individuali, è riuscito anche finire tutte le gare olimpiche in top 30, qualificandosi per la Mass Start di Milano-Cortina 2026, tagliando il traguardo in decima piazza. Tutti presupposti perché la stagione 2026/27 possa vedere il 23enne ancora protagonista e soprattutto in posizione riferimento per la squadra ucraina.

La preparazione verso il nuovo inverno, iniziata già a metà maggio, in anticipo rispetto alle consuetudini, ha toccato diverse località fuori dall’Ucraina: Otepää, dove si svolgeranno i Mondiali, Lenzerheide, Obertiliach e, attualmente, Ruhpolding, ed è stata dedicata al lavoro ad alta intensità e alla componente tecnica del tiro, combinata con la velocità.

«Il lavoro ad altà intensità si presenta in forme diverse, ma soprattutto in diverse zone di frequenza cardiaca, a seconda del livello di intensità. Può trattarsi di un lavoro più lungo, a volte fino a un’ora, oppure di intervalli più brevi alla frequenza cardiaca massima. Per questo tipo di allenamenti cerchiamo in ritiro salite lunghe: è più facile aumentare la frequenza cardiaca e lì svolgiamo anche il lavoro intenso. A volte lavoriamo alla massima potenza o in quarta zona. Direi che stiamo facendo molto lavoro intenso e di forza», ha spiegato l’ucraino in un’intervista a Suspilne.media.

Dietro questo duro lavoro c’è una delle principali novità della stagione: ad aprile la Federazione ucraina ha affidato la guida della squadra maschile a Serhii Semenov, che ha preso il posto di Nadia Bilova. Semenov, in precedenza impegnato come skiman della squadra, aveva inoltre lavorato con la nazionale svizzera. Per Mandzyn, il cambiamento ha portato nuove idee all’interno della squadra. «Quando è arrivato, Serhii ha portato nella squadra la sua esperienza europea, e questo si nota molto. Stiamo facendo molto lavoro in una nuova interpretazione. Cerca sempre di rendere interessante anche il lavoro più banale, in modo che non ci annoiamo facendo sempre gli stessi esercizi e possiamo anche divertirci. Ha portato novità nella squadra e sono sicuro che da questo arriverà un ottimo risultato».

Anche il lavoro al poligono è stato modificato, con esercitazioni a squadre e situazioni pensate per riprodurre maggiormente la pressione della competizione. «La preparazione al tiro è strutturata in modo piuttosto interessante. Facciamo molto lavoro in gruppi e squadre per provare quella tensione, quell’agitazione e quella responsabilità nei confronti del compagno di squadra. All’interno della squadra sono state introdotte competizioni interessanti, in modo da competere tra noi. Ne verrà fuori un buon risultato».

Nel percorso di preparazione Mandzyn sta inoltre prendendo confidenza con un nuovo calciolo per la propria carabina. La scelta è legata alla volontà di migliorare la precisione al poligono: nelle ultime due stagioni la sua percentuale nella posizione in piedi è cresciuta del 2%, mentre quella a terra è scesa dal 91% all’85%.

«Non sono mai stato un sostenitore del tiro troppo veloce, perché a volte genera errori. È sempre una lotteria sparare velocemente. A livello di Coppa del Mondo si cerca di trovare diverse soluzioni per migliorare il tiro anche solo dell’1%, perché al momento giusto può avere un ruolo enorme. Ho puntato sul nuovo calciolo e spero che questo aggiornamento possa portare benefici e mi permetta di migliorare le percentuali».

Mandzyn non sente invece la necessità di fissare obiettivi specifici per il periodo di preparazione. La motivazione, spiega, arriva direttamente dalla consapevolezza del lavoro che sta svolgendo, ma per la prossima stagione l’obiettivo invece è ben chiaro: l’ucraino vuole essere più costantemente nelle posizioni di vertice, convinto di avere ancora margini importanti soprattutto sugli sci e al poligono.

«Mi manca ancora molto per arrivare all’ideale e alle velocità sugli sci che mostrano i migliori atleti. Quindi l’obiettivo è migliorare la velocità in pista, migliorare il tiro e lottare più spesso tra i leader. Per ogni gara l’obiettivo è uno solo: ottenere il miglior risultato possibile. Voglio che questa stagione sia stabile e migliore nei risultati. Se ci riuscirò, anche il piazzamento finale nella classifica generale sarà più alto».

Un approccio da perfezionista, come lo stesso Mandzyn ammette parlando del proprio rendimento olimpico: «Sono un perfezionista e pretendo sempre da me stesso il massimo risultato. Un buon risultato alle Olimpiadi può sembrare bello, ma so di non aver fatto il massimo lavoro che avrei potuto fare. Voglio fare più gare che possa riguardare dall’inizio alla fine e durante le quali possa divertirmi».

L’avvicinamento alla stagione prevede ora il campionato ucraino, con due gare individuali, prima del possibile appuntamento al Loop One Festival di Monaco. La squadra dispone infatti di due posti per l’evento, mentre la selezione definitiva verrà effettuata dallo staff dopo i campionati nazionali.

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