Nadja Kaelin è stata una delle protagoniste dello sci di fondo femminile ai Giochi Olimpici di Milano Cortina, anche se forse alla vigilia delle gare a cinque cerchi il suo nome non era tra quelli più papabili per le medaglie sulle nevi di Predazzo. Alla fine della rassegna olimpica, l’elvetica è tornata a casa con una medaglia d’argento nella Team Sprint con Nadine Fähndrich e, nella mass start dei 50 km, ho conquistato una grande medaglia di bronzo, dietro a due regine scandinave degli sci stretti: Ebba Andersson e Heidi Weng.
Intervistata quest’estate dalla Swiss Ski, la Federazione Svizzera di Sci, la 25enne ha raccontato le aspettative e le emozioni di quei giorni.
La prima medaglia, quella nella Team Sprint assieme a Fähndrich, era sicuramente un obiettivo. “Direi che è il mio format preferito, e quando Nadine è in grande forma è davvero quasi la migliore in campo. Per questo anche la pressione che mi sono messa addosso era decisamente grande. Quando ho dato il cambio, all’inizio ero davvero sollevata di aver fatto la mia parte e di aver passato il testimone in una buona posizione. Poi ho capito subito che lei aveva ancora tantissima energia e che nell’ultima salita era ancora davvero in corsa per l’oro. Alla fine eravamo semplicemente felicissime che tutto abbia funzionato”.
La secondo medaglia, nientemeno che il bronzo nella gara “regina”, la 50km in classico, al contrario, è arrivato quasi come un fulmine a ciel sereno, anche se non mancavano le buone sensazioni. “Sapevo di essere in forma, avevo già fatto delle buone gare, ma nella 50 chilometri può succedere davvero di tutto. È una gara così lunga, però sono riuscita a trovare abbastanza rapidamente il ritmo giusto. Verso la fine mi sono accorta, a due o tre giri dalla conclusione, che avevo ancora parecchia energia mentre le altre forse ne avevano meno. E allora ho semplicemente cercato di non consumarle troppo presto, senza pensare a cosa avrebbero potuto fare le altre o quale sarebbe potuto essere il risultato. Essere riuscita a chiudere terza posizione è stata una grande sorpresa.”
Dei Giochi di Milano Cortina, in particolare, ricorda l’arrivo della 50km e, naturalmente, la premiazione all’Arena di Verona durante la cerimonia di chiusura: “L’atmosfera era completamente diversa rispetto alla Team Sprint ed è semplicemnte qualcosa di speciale. Ho provato tanta gioia, ma anche un po’ di orgoglio”.

