Dopo le polemiche della scorsa stagione, Ebba Andersson ha deciso di non ripetere la scelta che aveva fatto a marzo, rinunciando a prendere parte alle gare di Ski Classics mentre la Coppa del Mondo è ancora in corso. La svedese, tuttavia, non esclude di prendere parte al circuito delle lunghe distanze una volta conclusa la stagione nel massimo circuito FIS.
La decisione arriva dopo quanto accaduto lo scorso inverno, quando la campionessa olimpica aveva scelto di saltare la tappa di Lahti per partecipare alla gara di 50km di Orsa Grönklitt, inserita nel calendario Ski Classics. Una scelta insolita che aveva provocato diverse critiche nel mondo dello sci di fondo.
«Non ero davvero preparata a quello che è successo. Se devo essere sincera, pensavo che a nessuno sarebbe importato quello che faceva una come me», racconta la 29enne ad Expressen, ripensando alle settimane di marzo e al modo in cui la sua scelta aveva attirato diverse critiche pubbliche. Hanna Falk, opinionista di Radiosporten, ad aveva parlato di una decisione con «molti perdenti».
«(Le reazioni) mi hanno condizionata più di quanto pensassi. La decisione che ho preso ha avuto alcune conseguenze a livello personale, visto il clamore mediatico che ne è seguito».
Per questo motivo, in vista della nuova stagione, Andersson ha voluto chiarire quale sarà la sua priorità: la Coppa del Mondo tornerà a essere il suo principale obiettivo e non verrà sacrificata per partecipare alle gare di Ski Classics. Una scelta, frutto sia di una valutazione personale sia del confronto con la Nazionale svedese, che Andersson lega anche alla propria programmazione sportiva: «In definitiva, punto sullo sci “tradizionale”, lo farò davvero. Ci sarà modo di partecipare alla conclusione di Ski Classics dopo la stagione di Coppa del Mondo, in modo da non entrare in conflitto con altre gare. Sento che è in Coppa del Mondo che devo stare».
Il team svedese, comunque, non intende introdurre un divieto assoluto per le gare di lunga distanza. Il direttore della Nazionale Niklas Jonsson sottolinea infatti la necessità di lasciare agli atleti un certo margine di scelta: «Credo molto poco nei divieti al cento per cento su questo genere di cose. Bisogna trovare un equilibrio. Vogliamo che le grandi stelle continuino per un altro quadriennio olimpico. Se trovano qualcosa che le motiva, penso che ne valga la pena».

