Quasi nove mesi dopo la tragedia, la nazionale norvegese di biathlon è tornata a Passo Lavazè giovedì, laddove Sivert Guttorm Bakken è stato trovato senza vita durante un periodo di allenamento in quota all’inizio delle vacanze natalizie nel dicembre scorso.
Il ritorno a Lavazè avrà un forte significato simbolico: per l’occasione, si unirà infatti al raduno anche la madre del biathleta e tutti insieme inaugureranno un monumento in memoria del 27enne nel luogo della tragedia.
«Sarà incredibilmente commovente e credo che non possiamo comprenderlo fino in fondo. Il rapporto tra una madre e suo figlio è uno dei legami più forti che esistano», ha dichiarato Vetle Sjåstad Christiansen prima della partenza, parlando con Dagbladet di quanti sentimenti contrastanti lo accompagnino in questa trasferta italiana. «Sarà sempre doloroso e allo stesso tempo bello tornare lì. La vicinanza alla natura era ciò che Sivert amava. È davvero bello poter avere un posto come questo, dove tutti possano incontrarsi».
Per quanto riguarda le indagini, non sono ancora arrivate risposte definitive sulle cause del decesso: se inizialmente la relazione medico-legale avrebbe dovuto essere completata a marzo, ad agosto l’avvocato della famiglia, Bernt Heiberg, ha comunicato che l’indagine non era ancora conclusa.
«Le autorità italiane stanno ancora lavorando per stabilire la causa della morte e si attendono ancora i risultati degli accertamenti tecnici della polizia sull’attrezzatura utilizzata per l’allenamento in quota e dell’esame medico-legale», aveva scritto Heiberg in una nota inviata a diversi organi di informazione.

