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Olimpiadi – La Svizzera rinuncia al referendum e approva credito da 200 milioni: la candidatura per il 2038 si fa sempre più vicina

Il progetto svizzero per ospitare i Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2038 compie un nuovo passo avanti. Il Consiglio nazionale ha infatti approvato il credito federale destinato alla manifestazione, stanziando 200 milioni di franchi nell’arco di dieci anni.

Secondo quanto riporta TVSvizzera.it, il decreto federale è stato approvato con 137 voti favorevoli, 40 contrari e 14 astensioni. La Camera bassa del Parlamento svizzero ha inoltre respinto la possibilità di sottoporre la decisione a un referendum facoltativo, voto che avrebbe posto la tutto l’iter per la candidatura a serio rischio secondo Swiss-Ski, la Federazione svizzera di sci, dal momento che fino al giugno 2027  la Svizzera si trova in una fase di dialogo privilegiato con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), rendendola unica candidata ad ospitare i Giochi.

Il principale punto di discussione in Parlamento non è stato però il credito, sostenuto almeno in parte dalle diverse forze politiche, quanto la possibilità di sottoporre il progetto al voto popolare: la proposta di referendum facoltativo è stata respinta con 106 voti contro 78 e 8 astensioni. Secondo Roman Hug, dell’Unione democratica di centro, sostenitore della consultazione popolare, la portata del progetto avrebbe giustificato un voto dei cittadini; Hug ha ricordato anche i precedenti delle candidature dei Cantoni coinvolti: i Grigioni avevano respinto i progetti nel 2013 e nel 2017, mentre il Vallese aveva fatto lo stesso nel 2018.

Estelle Revaz del Partito Socialdemocratico, invece, ricordando che si tratta di qualcosa di più di un evento sportivo, ma soprattutto di un’opportunità enorme di dimostrare al mondo come sia possibile fare delle Olimpiadi modeste dal punto di vista economico e davvero sostenibili, spiega che è fondamentale presentare la candidatura entro prima della primavera, per non perdere il “bonus” del dialogo privilegiato.

“Un voto di questo tipo non rientra nei nostri tempi. Anche se prendessimo tutte le scorciatoie possibili, è impossibile indire una votazione prima della primavera. La Svizzera potrebbe, naturalmente, presentare una candidatura in un secondo momento, ma in tal caso perderebbe il suo status privilegiato di dialogo e sarebbe costretta a competere con altri candidati. Non possiamo permettercelo.”

Anche il ministro dello Sport Martin Pfister ha difeso il progetto, sottolineando le possibili ricadute positive dei Giochi per il Paese in termini di turismo, società e immagine. Tra gli esempi citati figurano i Campionati europei femminili di calcio del 2025. Pfister ha inoltre spiegato che non tutte le garanzie richieste dal CIO sono ancora definite, ma che la Confederazione sosterrà Swiss Olympic e le federazioni interessate nel lavoro di preparazione.

Il progetto ha l’ambizione, del resto, di non costruire alcun nuovo impianto in occasione dell’evento, ma rimane ad esempio il problema, del salto con gli sci. La località designata per ospitare le gare a cinque cerchi, Engelberg, non dispone infatti di un Normal Hill, indispensabile per l’organizzazione di un programma olimpico completo.
Le autorità locali stanno valutando diverse opzioni, dalle soluzioni temporanee alla costruzione di un impianto permanente. Tuttavia, sempre più elementi indicano che si preferisca un investimento a lungo termine.

Per ciò che concerne il dossier, ora la palla passa al Consiglio degli Stati, secondo ramo del Parlamento svizzero. La candidatura ai Giochi invernali del 2038 entra così in una nuova fase del percorso istituzionale.

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