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Sci di fondo

Sci di fondo – Maja Dahlqvist sogna l’oro ai Mondiali di Falun: “Per riuscirci bisogna rischiare”

Credits: Amanda Sotberg/Toppidrettsveka

Manca poco più di un mese all’inizio della stagione internazionale dello sci di fondo ma Maja Dahlqvist guarda già ai Mondiali di di Falun 2027, un appuntamento speciale per la svedese, che potrà giocarsi le proprie chance di medaglia sulle nevi di casa. A 32 anni, con una lunga esperienza internazionale alle spalle, l’obiettivo è naturalmente quello di andare a caccia di quell’oro individuale che ancora manca nel suo ricco palmarès.

«È chiaro che sia il mio sogno, ma per riuscirci bisogna prendersi dei rischi», ha dichiarato la fondista a Langd.se; la sprinter di Borlänge è salita sul podio in ogni edizione dei grandi campionati internazionali a cui ha partecipato dal 2019: il suo primo titolo mondiale è arrivato proprio quell’anno, durante i Mondiali a Seefeld, quando vinse la Team sprint al fianco di Stina Nilsson. Da allora, le medaglie non sono mai mancate, ma il successo individuale resta il traguardo da inseguire.

Nelle scorse settimane la veterana della Nazionale è stata nominata ambasciatrice della rassegna iridata, insieme al compagno di squadra Truls Gisselman e alla saltatrice Frida Westman; in primavera, poco prima delle nozze col collega statunitense Kevin Bolger, si trasferirà proprio nella località della Dalarna, ma non è ancora dato sapere se questi grandi cambiamenti coincideranno con la fine della sua carriera agonistica.

«Vedremo dopo questa stagione. Mi sento bene nella fase della vita in cui mi trovo. Durante l’estate sono stata bene, senza malattie né infortuni, e sono pronta per i Mondiali», ha spiegato durante l’incontro della Nazionale con i media a Stoccolma.

Falun, che ha ospitato i Mondiali già nel 2015, evoca però ancora ricordi vivissimi: all’epoca Dahlqvist era appena uscita dal liceo sportivo e non aveva ancora raggiunto il livello necessario per essere nella Nazionale maggiore ma non volle perdere l’occasione di vivere da spettatrice l’atmosfera della rassegna iridata. Ora, a dodici anni di distanza, sarà lei una delle protagoniste attese. Il ruolo di ambasciatrice rappresenta un ulteriore motivo d’orgoglio e Dahlqvist spera di contribuire a rendere l’evento una festa aperta a tutti.

«Non ricordo tanto i risultati quanto la sensazione di essere lì. Non ricordo nemmeno a quali gare avessi assistito, ma mi è rimasta impressa l’atmosfera incredibile. Ero lontana dalla pista, in quarta fila tra il pubblico, ed era qualcosa di pazzesco», ha raccontato. «Anche se ero lì a guardare nel 2015, questa volta sarà qualcosa di completamente diverso. Voglio fare tutto quello che posso perché sia una grande festa per chiunque sarà presente. Mi immagino piste bellissime e bel tempo».

L’esperienza e le medaglie già conquistate le permettono di affrontare la sfida con serenità. Dahlqvist sa che quanto ottenuto in passato non potrà esserle tolto e proprio questa consapevolezza potrebbe aiutarla a gareggiare senza timori.

«Nessuno può togliermi quelle medaglie, quindi posso permettermi di osare per puntare all’oro nella sprint individuale. Per farlo bisogna prendersi dei rischi nei quarti di finale, in semifinale e nell’ultima salita della finale. È questa la grande differenza tra puntare all’oro e accontentarsi di una medaglia».

In vista dell’appuntamento iridato, Dahlqvist intende seguire un programma agonistico intenso; piuttosto che concentrarsi sul singolo evento, la 32enne preferisce gareggiare con continuità, senza far intercorrere intervalli troppo lunghi tra un appuntamento e l’altro. Per questo punta a disputare l’intera Coppa del Mondo e il Tour de Ski. Resta però da capire quante opportunità avrà nelle gare distance, dove la concorrenza interna alla squadra svedese è particolarmente elevata.

«So che non è detto che riesca a ottenere un posto nelle gare distance. Con le atlete che abbiamo in nazionale, non è affatto semplice», ha concluso.

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