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Sci di fondo – Kristine Stavås Skistad rompe il silenzio: “Ho cominciato a perdere me stessa”

Dopo un’estate di silenzio, Kristine Stavås Skistad ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti sulla rottura con il suo allenatore storico, Lage Sofienlund, e sull’abbandono anche del Konnerud IL, la società nella squale è cresciuta sportivamente. In un’intervista scritta a TV 2, ha riferito che non si sarebbe trattato di un singolo episodio, ma di una serie di esperienze legate a rapporti di potere, controllo, questioni economiche, contatti fisici indesiderati e confusione tra ruoli professionali e personali.

«Si trattava di controllo, potere, denaro, vicinanza fisica, molestie sessuali e una confusione di ruoli che, con il passare del tempo, mi ha portata a non sapere più a cosa avessi davvero il diritto di dire no. Ho cominciato a perdere me stessa».

Sofienlund non era soltanto il suo allenatore, ma una delle persone di cui si fidava maggiormente. Insieme avevano ottenuto importanti risultati e, nell’estate del 2025, Skistad aveva dichiarato: «Lage ha significato tutto».

Proprio la fiducia riposta nel tecnico avrebbe reso difficile riconoscere il problema. La fondista racconta di aver iniziato a dubitare di sé stessa, chiedendosi se fosse lei a reagire in modo eccessivo. Solo quando ha preso le distanze, nella primavera del 2026, sarebbe riuscita a comprendere meglio quanto fosse cambiata la percezione dei propri limiti.

«Ho sempre creduto di provare un rispetto enorme e inspiegabile per Lage. Col senno di poi, ho capito che gran parte di quello che chiamavo rispetto era in realtà paura. Si trattava di lunghi abbracci, carezze, pacche sul sedere e massaggi. Faceva commenti sul mio aspetto. Voleva anche che trascorressimo più tempo insieme in privato, perché secondo lui avrebbe migliorato il rapporto professionale. È stata la vicinanza fisica che ho percepito come indesiderata e offensiva».

Nella segnalazione è stato incluso anche un episodio avvenuto a Trondheim, alla vigilia della sprint dei Mondiali del 2025. Skistad riferisce che Sofienlund l’avrebbe invitata nella propria camera d’albergo per svolgere la consueta preparazione mentale, propondole un massaggio con insistenza, anche a fronte di un suo diniego.

«Voleva svolgere la preparazione a letto, dove era sdraiato e mi accarezzava mentre io ero tra le sue braccia. Quando abbiamo finito, mi ha chiesto se volevo un massaggio. Ho risposto di no, dato che non indossavo degli shorts sotto i pantaloni. Lage ha detto che non c’era problema e che sarebbe stato felice di farlo comunque. All’improvviso mi sono trovata nella situazione di dover stabilire dei limiti con il mio stesso allenatore. La cosa mi ha messo molto a disagio.».

L’emittente norvegese riferisce inoltre di aver raccolto testimonianze di persone vicine all’atleta che confermano di aver ascoltato il suo racconto prima di conoscere l’esistenza della segnalazione; alcuni testimoni avrebbero inoltre riferito di aver assistito a episodi tra i due che avevano suscitato perplessità. Altre persone nell’ambiente del Konnerud, invece, non avevano giudicato insolito il loro rapporto.

La segnalazione è stata esaminata dalla commissione etica della Federazione norvegese di sci, che ha definito «chiaramente criticabile» il grado di vicinanza fisica tra allenatore e atleta. Nel documento visionato da TV 2 si legge inoltre che diversi testimoni avevano descritto tale vicinanza come inappropriata e fuori dall’ordinario.

Sofienlund non ha condiviso questa valutazione, sostenendo che il rapporto si fosse sviluppato nel tempo con il consenso di entrambe le parti. La commissione ha ritenuto che la vicinanza fisica potesse giustificare una reazione, ma ha considerato alcuni elementi attenuanti e valutato basso il rischio di reiterazione.

Il caso è poi passato al comitato legale e disciplinare della Federazione Norvegese di Sci (NSF), che ha deciso di archiviarlo: il tecnico ha dichiarato a TV2 di aver presentato la propria versione durante tutto il procedimento e di considerare la vicenda conclusa; la fondista, invece, ha spiegato che l’archiviazione le ha provocato dolore, temendo che potesse essere interpretata come una smentita della sua esperienza.

«La parola “archiviato” mi ha fatto molto male. Non perché cambi ciò che ho vissuto, ma perché sapevo come sarebbe potuta essere utilizzata dalle persone coinvolte nel Konnerud. Come se, all’improvviso, tutto quello che avevo raccontato non significasse più nulla».

Nella segnalazione, la norvegese ha contestato inoltre gli accordi economici con il suo ormai ex allenatore, che oltre ad allenarla avrebbe svolto funzioni di preparatore mentale, consulente per la comunicazione e manager: gli accordi, a suo dire, erano verbali e i compensi versati eccessivi.

«Ho pagato a Lage somme ingenti perché mi aveva fatto credere che fosse del tutto ragionevole, mentre non lo era. Doveva guadagnare quanto me perché eravamo una “squadra” e perché doveva anche mantenere la sua famiglia. Tutto questo accadeva mentre era già assunto dal Konnerud con uno stipendio considerevole».

TV 2 riferisce di aver visionato una fattura da 35.000 corone norvegesi (3300 Euro circa, ndr) inviata da Sofienlund dopo una lezione di sci organizzata da Skistad nel 2025 e secondo fonti del club citate dall’emittente, la fattura non sarebbe stata concordata con la società né comunicata alla stessa. La questione avrebbe contribuito a un richiamo scritto ricevuto dal tecnico nell’autunno del 2026.

La commissione etica ha ritenuto possibile che Sofienlund avesse approfittato, almeno inconsapevolmente, dell’inesperienza dell’atleta nella gestione economica e della fiducia che riponeva in lui, riconoscendo tuttavia che il lavoro svolto dal tecnico poteva giustificare i compensi, ma rimarcando però che gli accordi avrebbero dovuto essere messi per iscritto.

Skistad sostiene anche che la reazione del club alla sua segnalazione abbia contribuito alla decisione di andarsene. Si aspettava di essere tutelata dal Konnerud IL, ma racconta di essersi sentita sotto pressione durante gli incontri con i rappresentanti della società.

«Avevo appena detto che non mi sentivo al sicuro con quella persona e, nonostante questo, ho avuto la sensazione che spettasse a me evitare che la situazione diventasse scomoda per gli altri».

Il consiglio dello sci club ha respinto la sua ricostruzione, affermando di non riconoscersi nella versione degli incontri e di aver mantenuto riservate le informazioni. Secondo l’amministrazione, infatti, Skistad aveva espresso il desiderio di continuare a gareggiare per il Konnerud e di non rendere pubblici i dettagli della vicenda; dal canto suo la società avrebbe cercato una soluzione che consentisse all’atleta di restare nel gruppo, pur dovendo convivere con la presenza di Sofienlund.

«È doloroso sentire che abbia avuto la sensazione che il club non fosse al suo fianco quando ne aveva più bisogno. Questa è la sua esperienza e non intendiamo contestarla» ha dichiarato la presidente del consiglio direttivo, Kristin Ørmen Johnsen, aggiungendo che il club ha esaminato la gestione della vicenda per capire cosa possa essere migliorato, ma che, per rispetto delle persone coinvolte, non commenterà i dettagli dei singoli incontri.

Skistad, dal canto suo, ritiene che il Konnerud non abbia fatto abbastanza per proteggerla e che, dopo la segnalazione, nell’ambiente si siano diffuse voci sul suo conto: «Sento che il club mi ha abbandonata proprio quando ne avevo più bisogno. Dopo aver presentato la segnalazione contro Lage, sono stata messa in una riunione con lui, cosa che non sarebbe mai dovuta accadere. Il Konnerud è la società della mia infanzia. È il luogo in cui sono cresciuta e dove ho imparato a sciare. Fa parte della mia identità».

Nonostante l’archiviazione del procedimento, pur riconoscendo che la commissione etica ha esaminato approfonditamente le questioni sollevate, la 27enne si chiede «quale sia il valore concreto delle leggi e delle linee guida etiche dello sport, quando una segnalazione così grave non comporta conseguenze. Come possono trovare il coraggio di parlare le altre persone, se poi non ci sono conseguenze?»

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