Una dozzina di fondisti russi ha già ottenuto il via libera per partecipare alla Coppa del Mondo di sci di fondo nella prossima stagione come atleti neutrali, ma il loro ritorno alle competizioni potrebbe essere complicato sotto il profilo dei materiali.
Dopo l’invasione dell’Ucraina e l’esclusione dalle completizioni internazionali, numerose aziende produttrici di sci hanno interrotto gli accordi con gli atleti della nazionale russa, privandoli delle attrezzature personalizzate utilizzate ai massimi livelli. Nonostante la FIS abbia allentato le restrizioni per gli atleti, diversi grandi marchi hanno deciso di proseguire il loro boicottaggio.
Questo, rende più complicate agli atleti la preparazione e le possibilità di performare secondo il tecnico della Nazionale russsa, Jegor Sorin, intervistato durante il raduno sulla neve a Ramsau, in Austria, dall’emittente svedese SVT: «È diventato decisamente più difficile lavorare. Se parliamo degli sci, in Russia non siamo in grado di produrli allo stesso livello dei marchi utilizzati in tutto il mondo» ha ammesso.
Questione sollevata un anno fa anche Jurij Borodavko, allenatore di un altro gruppo della nazionale russa, nel quale figura Alexander Bolshunov; in una conversazione con il quotidiano russo Vedomosti, il tecnico aveva tuttavia spiegato che alcuni produttori europei continuavano a fornire sci alla squadra russa, seppure in quantità inferiori rispetto al periodo precedente alla sospensione dalle competizioni internazionali.
«Continuano a sostenerci, anche se è del tutto comprensibile che non lo facciano nella stessa misura di prima della nostra esclusione. Ci forniscono comunque un certo numero di sci ogni anno, nella speranza che i nostri atleti rimangano fedeli ai loro marchi quando torneranno alle gare internazionali».


