La Federazione russa ha inserito Veronika Stepanova e Alexander Bolshunov nella lista di atleti preselezionati per l’apertura della Coppa del Mondo di sci di fondo a Ruka, in Finlandia, nonostante i due campioni non abbiano ancora ricevuto l’autorizzazione della Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS) per gareggiare.
Una decisione ha suscitato diverse reazioni, anche tra gli atleti delle squadre nazionali; a criticare apertamente la situazione è William Poromaa, che considera preoccupante il progressivo allentamento delle restrizioni nei confronti degli sciatori russi.
«Trovo davvero problematico che, con il passare del tempo, tutto torni alla normalità, come prima della guerra», ha dichiarato il fondista svedese a Expressen. «Non credo sia una cosa positiva, soprattutto nel lungo periodo. Si rischia di vedere tutte le restrizioni allentarsi dopo qualche anno. È un segnale davvero negativo. La trovo una situazione cupa».
In particolare, il caso di Stepanova è davvero emblematico: negli anni, durante l’invasione dell’Ucraina, la campionessa olimpica ha infatti espresso ripetutamente il proprio sostegno al presidente Vladimir Putin; finora, la sua posizione ha rappresentato un ostacolo alla possibilità di ottenere il via libera per partecipare alle competizioni internazionali, in quanto gli atleti che avevano sostenuto apertamente la guerra non avrebbero potuto ricevere lo status neurale.
Se però le cose dovessero cambiare e la sua richiesta accolta, secondo lo svedese si andrebbe a contraddire quanto sostenuto finora dalla FIS. «Si va contro tutto quello che è stato detto in precedenza. E questa direzione mi sembra davvero pericolosa».


