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Skiroll – Emanuele Sbabo fa il bilancio della stagione dell’Italia: “Ci è mancato qualcosa ai Mondiali, ma nei prossimi anni vogliamo colmare il gap con i paesi scandinavi”

Emanuele Sbabo alla presentazione l'immagine è puramente decorativa. Titolo Emanuele Sbabo della stagione l'immagine è puramente decorativa. Titolo Emanuele Sbabo alla presentazione della stagione della Val di Fiemme © Ermes Morzenti

La stagione degli skiroll si è appena conclusa con l’ultima tappa di Coppa Italia e per questo motivo è tempo di bilanci in casa azzurra. A tirare le somme al termine di un 2026 positivo è il direttore tecnico Emanuele Sbabo che, in occasione della presentazione dell’inverno della Val di Fiemme, ha analizzato quanto ottenuto dal movimento tricolore. Un’estate che ha regalato grandi soddisfazioni, ma anche qualche aspetto da migliorare come raccontato dall’allenatore ai microfoni del nostro inviato Ermes Morzenti.

Com’è andata questa stagione per l’Italia?

Siamo soddisfatti. Si può fare di più, sicuramente, sia a livello di risultati in Coppa del Mondo e ai Mondiali, sia a livello di Coppa Italia di skiroll. Ci sono state diverse tappe nelle quali il Centro-Sud è stato protagonista. Il Subiaco ha vinto per la terza volta la Coppa Italia di società e diversi atleti delle categorie giovanili sono molto promettenti. Nel complesso, abbiamo visto il movimento del Centro-Sud aumentare la propria partecipazione alle gare al Nord. Chiudiamo questa Coppa Italia di skiroll con oltre 80 società classificate. I numeri sono comunque stazionari, con una leggera crescita. Punteremo a migliorare questo aspetto, nell’ottica di tutelare gli atleti di altissimo livello in vista delle future Coppe del Mondo.

I Mondiali non sono andati proprio come ci si aspettava, soprattutto considerati i vari quarti posti?

Sì, certo. Lì ci vuole anche un pizzico di fortuna per quei quattro quarti posti che abbiamo raccolto, che sarebbero potuti diventare medaglie, forse anche d’oro. Mi viene in mente Alba Mortagna nella sprint. Però guardiamo il bicchiere mezzo pieno: i giovani si stanno comportando molto bene e le nostre certezze, come una delle atlete più esperte, sono sempre pronte a ottenere risultati.

Quali sono le prospettive per il futuro?

La prospettiva futura è investire ancora sui giovani e colmare il divario che abbiamo in alcuni format rispetto agli scandinavi, svedesi e norvegesi, che ci danno ancora filo da torcere.

Quanto sono importanti le società del Centro-Sud?

Sono realtà che, se non ci fossero, rappresenterebbero un bel handicap, anche perché gli sport nordici vengono sempre associati alla neve e quant’altro. Abbiamo però visto che nello skiroll, che ovviamente è anche propedeutico alle discipline invernali, il Centro-Sud fa la differenza, investendo anche risorse economiche non indifferenti. Soprattutto, riescono a investire nella materia prima, che sono i giovani atleti. Sono una vera potenza, perché hanno una squadra veramente completa e affiatata, con uno staff tecnico e genitori che partecipano sempre a tutte le trasferte. Hanno dimostrato negli ultimi anni di essere veramente propensi a questo miglioramento interno. Quindi, complimenti davvero a loro e speriamo che continuino di questo passo.

C’è la possibilità in futuro di vedere gli skiroll alle Olimpiadi?

Noi teniamo sempre viva la speranza. È chiaro che negli ultimi anni abbiamo dimostrato che portare questi sport nei centri storici più rinomati del mondo, come può essere Roma, è un segnale che abbiamo dato. Poi sarà ovviamente compito delle forze politiche federali, internazionali e italiane andare nella giusta direzione, ma sappiamo benissimo che non è una cosa facile. La speranza è sempre viva.

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