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Biathlon – Jonne Kähkönen dà la carica alla squadra femminile: “Per come le atlete stanno sparando, tutto è possibile.”

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

OESTERSUND – Un podio, quello delle ragazze del biathlon alla prima uscita stagionale in Coppa del Mondo che regala tantissima fiducia per le gare a venire; non solo per gli atleti che scendono in pista, ma anche per chi è a bordo pista e dietro il cannocchiale. Lo conferma a Fondo Italia Jonne Kähkönen, allenatore di tiro della squadra femminile, che l’inviato in Svezia, Giorgio Capodaglio, ha sentito al termine della gara.

“Direi che va bene così” ha dichiarato, soddisfatto, il tecnico finlandese “secondo me con la squadra, per come le atlete stanno sparando tutto è possibile sempre. Mi è piaciuto molto vedere come hanno approcciato il tiro e come hanno lavorato oggi, c’era solo un colpo di Michela (Carrara) a terra che è scappato. Un peccato perché forse era possibile chiudere prima con quello, comunque ho visto aspetti che si possono migliorare.”

Era dal 2024, dalla staffetta di Nove Mesto, che l’Italia non riusciva a schierare nel suo quartetto femminile le sue due “prime donne”, Wierer e Vittozzi. E oggi come allora è arrivato il podio: un segnale sicuramente incoraggiante. “Un bel segnale per tutte. Con due atlete di questo livello si deve gareggiare per il podio, soprattutto poi se anche Hannah (Auchentaller) e Michela (Carrara) ma anche Samuela Comola, rendono così.”

Una grande responsabilità del resto è stata caricata sulle spalle di Auchentaller, che non ha deluso, splendida sugli sci ma soprattutto nella serie in piedi, mentre Carrara, è riuscita a farsi perdonare il giro di penalità sugli sci, bravissima anche nelle difficoltà in una frazione cruciale per “resistere” e andare a giocarsi il podio nelle frazioni finali. Scelte tecniche insolite, ma che hanno pagato: “Sicuramente oggi avevamo l’opportunità di provare cose al di fuori della norma, ma è andata bene. Un secondo posto così fa bene alla squadra, non solo per le ragazze, ma per tutti, anche per noi tecnici ovviamente. Fa bene per le dinamiche di squadra cominciare così.”

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