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Sci di fondo

Sci di fondo – Tour de Ski, in Svezia scoppia la polemica: bandiere russe a bordo pista sul Cermis

La tappa finale del Tour de Ski, vinta dal norvegese Mattis Stenshagen davanti al francese Jules Lapierre, è stata segnata non solo dalla spettacolare prova in pista sull’impegnativa salita dell’Alpe Cermis ma anche da una polemica extra-sportiva che si leva dalla Svezia.

A catalizzare l’attenzione dei media scandinavi è stato quanto accaduto a bordo pista, quando un gruppo di tifosi si è posizionato a ridosso del traguardo sventolando apertamente la bandiera russa, nonostante le rigide condizioni imposte al rientro degli atleti russi nel circuito di Coppa del Mondo.

Come noto, gli sciatori russi possono attualmente gareggiare solo in regime di neutralità: nessun simbolo nazionale, nessun riferimento allo Stato russo e nessun associazione alle Forze Armate o alla guerra con l’Ucraina. È dunque inevitabile che la presenza delle bandiere russe tra il pubblico sollevi dubbi sull’effettivo rispetto di queste regole.

A sottolinearlo è stato anche lo svedese Edvin Anger, che non ha nascosto il proprio disagio: “Non so bene cosa dire, ma è davvero strano. Non mi pare poi una situazione così neutrale quando qui sventolano bandiere russe.”

La situazione non è passata inosservata nemmeno alla FIS. Bruno Sassi, responsabile della comunicazione della FIS, si è posizionato accanto a Savelij Korostelev nella zona mista, supervisionando direttamente tutte le interviste rilasciate dal giovane atleta russo e ricordando che ciò che accade a bordo pista tra il pubblico “non è qualcosa su cui abbiamo voce in capitolo. Tuttavia, se Korostelev avesse festeggiato con essa nell’area di arrivo, allora avrebbe violato le regole.”

Il diretto interessato, arrivato ai piedi del podio, il miglior risultato della sua carriera in Coppa del Mondo, ha preso le distanze dall’episodio, concedendosi ai tifosi prima di allontanarsi solo una volta riposta la bandiera: “Ho visto la bandiera solo dopo la cerimonia di premiazione. Sono rimasto molto sorpreso.”

L’episodio riaccende il dibattito su quanto sia realmente possibile garantire una partecipazione “neutrale” degli atleti russi in un contesto emotivamente e politicamente carico come quello internazionale. Un segnale che, al di là dei risultati sportivi, la questione russa nel fondo mondiale resta tutt’altro che chiusa.

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