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Sci di fondo

Sci di fondo – Korostelev sfiora il primo podio sul Cermis: “Ho bisogno di gare per adattarmi. Sto migliorando e il podio arriverà”

Photo Credits: Fondo Italia

Sorride ad ogni domanda, anche quelle più complicate, mentre passa tanto tempo nella mixed zone del freddissimo Cermis al termine della final climb. Savelii Korostelev è il volto della felicità, del ragazzo che sta vivendo il suo sogno e del professionista determinato che sta vedendo confermato sul campo quel potenziale che ha sempre saputo di avere.

Il russo classe 2003, che gareggia come neutrale, ha sfiorato il suo primo podio in Coppa del Mondo, giungendo 4° nella final climb, che gli ha così permesso di terminare addirittura ottavo il primo Tour de Ski della sua carriera.

Una posizione davanti all’amico Elia Barp. “Siiiiiiiii, sono felice di averlo battuto” urla ridendo quando glielo facciamo notare, riprendendosi una piccola rivincita per quando Barp fece altrettanto dopo l’individuale in classico di inizio Tour de Ski.

Sorride di continuo Korostelev, anche quando parla di un podio sfumato di un soffio. «Alla fine ero vicino al podio, ma nel finale Emil (Iversen, ndr) è stato miglior di me. Sono veramente andato vicino a distruggermi oggi, quindi sono contento di essere 4°. Ho provato a tenerlo dietro nell’ultima parte della salita, ma quando il tracciato ha iniziato a spianare non avevo più forza per spingere, nulla per riuscire ad arrivare fino alla fine».

Mentre Korostelev era in cerimonia floreale per il quarto posto, improvvisamente tra i tifosi assiepati fuori dall’area media, quindi in una zona che non richiede alcun accredito e controllo, un gruppetto di giovani mostrava con orgoglio la bandiera russa. Ciò ovviamente non è passato innoservato.

Quando gli viene chiesto un pensiero dai media norvegesi, Korostelev come sempre è molto attento: «Sono rimasto molto sorpreso di vederli qui. Cosa significa per me questo tipo di supporto? Fa piacere, ma …. si fa piacere». Un passaggio interessante quest’ultimo, perché il russo che gareggia come neutrale si è preso una piccola pausa dopo il “ma”, prima di ripetere quanto detto in precedenza e uscendone con un sorriso. Ovviamente non è semplice rispondere a questo tipo di domande, perché qualsiasi risposta data potrebbe metterlo in difficoltà da una parte o dall’altra.

Il russo torna poi a parlare di sport e della propria performance: «Sto facendo progressi. Questa salita dimostra che ho bisogno di fare maggiore pratica in discesa, che in salita (ride, ndr). Mi dite che sono migliorato? Intanto grazie per i complimenti. Ho avuto bisogno di alcune gare per adattarmi, come dicevo all’inizio. Ora le cose stanno andando sempre meglio».

Quando gli viene chiesto se abbia veramente chance di vincere una medaglia alle prossime Olimpiadi, Korostelev non ha alcun dubbio. «Sicuramente ho delle possibilità. In quale gara? Penso la 50 km, ma non lo so».

I media norvegesi gli chiedono poi di descrivere il livello in Coppa del Mondo. «È molto alto, ma penso di poter lottare con gli altri. Il distacco da Klaebo? È un atleta veramente forte, ma come tutti anche lui ha dei punti deboli e dobbiamo sfruttarli. Ma è difficile. Quali sono? Troppo pochi, quindi dobbiamo analizzarli (ride, ndr)».

Gli abbiamo poi chiesto quanto sia orgoglioso di essere già così vicino al podio: «Come dicevo, sto migliorando e ho bisogno di adattarmi. Penso che posso salire sul podio nel prossimo futuro».

Da alcune stagioni, ai Campionati Russi si è soliti disputare una gara in salita modello Cermis, che ha dato a Korostelev l’opportunità di fare esperienza. «Si mi ha aiutato. Da quella gara ho capito molto, perché per esempio se parti per primo, qualcun altro ha bisogno di più forza per superarti».

Se ne va, si ferma a fare foto e autografi a tutti coloro che glielo chiedono, compresi i ragazzi che facevano il tifo per lui con la bandiera russa, non esposta però nel momento delle foto. Infine cammina, un ragazzo italiano lo ferma chiedendogli il pettorale di gara, lui gentilmente declina: “Scusami, ma ci tengo, lo voglio tenere per ricordo”. Fa pochi passi, si ferma, lascia cadere la borsa e urla al ragazzo: “Vieni, ne ho un altro”. E gli dà così il pettorale di gara di qualche giorno fa.

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