Tanti impegni nel prestagione di Dorothea Wierer, che tante volte prima dell’inizio dell’inverno ha lamentato quanto fosse richiesta e incastrare tutto con l’allenamento in vista della stagione olimpica, che richiede tanto impegno ma anche il giusto recupero, fosse diventato sempre più complesso.
Eppure, l’altoatesina non si tira mai indietro di fronte alle richieste. Specialmente quando a farle è niente di meno che uno dei fenomeni del biathlon Ole Einar Bjoerndalen che la invita a partecipare ad una sessione di tiro, non con la carabina, ma col fucile da caccia nel tiro al piattello, in occasione della permanenza della squadra italiana a Geilo per l’ultimo ritiro di preparazione sulla neve, prima dell’inizio della Coppa del Mondo.
Ci vuole poco per Wierer per prendere confidenza con questa “nuova” specialità e si lascia andare anche ad un commento in norvegese. «Ja! Veldig bra!» (sì, molto bene, ndr), parole imparate da Jori Mørkve, compagna di Patrick Oberegger, attuale allenatore della nazionale femminile norvegese e suo ex tecnico ai tempi della squadra italiana. Piccoli frammenti di una carriera vissuta sempre a cavallo tra paesi, lingue e culture.
All’ultima stagione, dopo un paio di anni difficile, per Wierer sembra tornata la competitività di un tempo, conquistando diversi podi e una vittoria alla prima gara di stagione. Una sorpresa persino per lei. Ma l’avvicinamento alla stagione olimpica non è stato quello classico di un’atleta concentrata solo sull’allenamento. “L’estate è stata una follia” ha raccontato a TV2 “Non ho mai avuto così tanti impegni, tutti volevano qualcosa da me per via delle Olimpiadi”.
Volto internazionale del biathlon, l’altoatesina è molto più di un’atleta: è il volto globale e social della disciplina, seguita da sponsor internazionali e i social media sono parte integrante del suo lavoro, ma anche una fonte di pressione. Una vita che non tutte le sue colleghe vorrebbero avere, nonostante tanti lati glamour e i privilegi. “Per me sarebbe molto più semplice senza i social” confessa “ora è tutto lì. Se vuoi sponsor, devi dare contenuti. Non è sempre facile. Riposo poco. È questo il problema più grande”.
Ora però la testa è alle Olimpiadi, per chiudere una carriera strepitosa davanti al suo pubblico di casa, ad Anterselva: “Voglio solo godermela. So che quando sono di buon umore, va tutto bene. Quando non lo sono, va tutto male. E sono una donna con molti sbalzi d’umore… quindi vedremo”, dice sorridendo. Forse è proprio questa consapevolezza, matura e disincantata, il segno più chiaro che Dorothea Wierer sta davvero correndo verso il suo ultimo, definitivo traguardo.


