Alla fine sul podio appare anche Dorothea Wierer. Distante oltre 600 km da Oberhof, dalla sua casa in Val di Fiemme, dove in questi giorni si sta allenando per trovare la miglior condizione in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la campionessa di Anterselva ha comunque voluto partecipare alla festa della squadra italiana per la vittoria di Tommaso Giacomel.
Da diversi anni ormai, da quando al via della stagione 2022/23, il dt Klaus Höllrigl riorganizzò le squadre azzurre, Wierer si allena con il gruppo maschile. In questi anni Doro ha visto Tommaso Giacomel diventare da giovane promessa a campione, da ragazzo molto istintivo a uomo più riflessivo. “Litighiamo spesso” ha detto più volte l’azzurra, riferendosi al nuovo leader della Coppa del Mondo maschile, “ma gli voglio bene”.
Un legame bello, tra la più esperta del gruppo, colei che fa da chioccia ai compagni, e chi è a tutti gli effetti il nuovo leader del movimento italiano, pronto a prenderne il testimone e guidare l’Italia nel prossimo decennio.
Un rapporto sottolineato dalla presenza di Giacomel, insieme a Bionaz Braunhofer, Zeni e Cappellari, sul podio dopo la vittoria di Wierer a Östersund, usciti in fretta e furia dall’appartamento dell’Italia per correre allo stadio ed esultare con lei, capace di sfidarli sempre, provocare, ma anche portare quel pizzico di buonumore che non guasto.
Un legame reso ancora più solido lo scorso anno, quello tra WIerer, i compagni e lo staff tecnico, formato da Cianciana e Zattoni nel caso della squadra maschile ma anche Kähkönen e Romanin per quello femminile e il dt Höllrigl. Un gruppo che sembrava essere in difficoltà, le critiche a piovere da tutte le parti, con la squadra azzurra a secco di podi nelle prime quattro tappe della stagione e la staffetta maschile quasi doppiata a Ruhpolding.
Messaggi social che avevano fatto male, ferito anche gli stessi atleti, sia Giacomel che Wierer, desiderosi di difendere i compagni e gli stessi allenatori, tutto il gruppo azzurro, skimen compresi. Ed ecco che poi dalla vittoria di Giacomel a Ruhpolding un anno fa le cose sono cambiate. Da lì la squadra azzurra si è riscattata fino a questo inizio di stagione da sogno, non solo con Giacomel, ma anche con Wierer e la rientrante Vittozzi.
E oggi Wierer ha voluto essere con loro, salire lì sul podio, non per farsi vedere, perché se c’è un’atleta a non aver alcun bisogno di pubblicità, questa è Doro Wierer. La campionessa azzurra lo ha fatto per affetto, per amore di un gruppo che nelle difficoltà si è dimostrato unito, che anziché dividersi in mille liti, ha tenuto remando dalla stessa parte e oggi raccoglie i frutti di quanto fatto.
E allora, nel momento della festa Doro non poteva e non voleva mancare. La video chiamata con Cianciana e Zattoni, poi mentre la stavano salutando per salire sul podio, la richiesta di essere lì con loro, di vivere insieme quel momento bellissimo, la vestizione di giallo di quello che era un ragazzino dal grande potenziale ma ancora troppo istintivo che aveva in squadra ed oggi è un campione affermato.
E nella foto Cianciana ha mostrato il telefono ai fotografi ed ecco Doro da casa, lì presente e sorridente con la squadra. “È stato bellissimo – ha raccontato – avrei tanto voluto essere lì con loro, perché già mi mancano”. Ovviamente, però, non sarebbe Wierer se non aggiungesse: “Ma sicuramente non mi manca il clima di Oberhof”, frase accompagnata da una risata.
Un momento bellissimo, che vale più di tante parole, la dimostrazione di come in casa Italia si sia lavorato benissimo in questi anni.


