Home > Notizie
Biathlon , Interviste , Pianeta Italia , Videogallery

Biathlon – Giacomel più forte della pressione del pettorale giallo: “Ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

RUHPOLDING – Un nuovo podio in Coppa del Mondo è in sprint per Tommaso Giacomel che riesce in un compito, non banale, di fare top 3 in una gara nella Chiemgau Arena nonostante un errore, arrivato nella prima serie. Qualcosa che gli era già riuscito un paio di anni fa, quando fece podio nella sprint dietro a Christiansen.

“Sono felice, la gara è andata molto bene anche se per come ero partito speravo di vincere la quarta di fila però prima o poi la striscia doveva chiudersi quindi va bene così. Quattro podi di fila però vanno benissimo!” ha detto, soddisfatto, il trentino a Fondo Italia al termine della sprint, intervistato dall’inviato Giorgio Capodaglio.

Quello che stupisce del primierotto è la sensazione di estremo controllo nel tiro in piedi, che fa sì che anche nella sua estrema rapidità non sembra mai andare davvero così veloce. “È quello che dice sempre anche Fabio (Cianciana, ndr), in piedi sono motlo sciolto e ho dei movimenti molto fluidi che fanno sembrare il mio modo di sparare lento e invece è velocissimo. È una figata!”

E oggi le aspettative e le pressioni erano altissime per il primierotto, alla prima uscita con pettorale giallo e rosso, con tutta l’attenzione su di sé: “Sinceramente ho cercato di non pensarci molto. Sicuramente c’erano molte più telecamere che mi inseguivano rispetto al normale, e già di solito sono tante e però ho cercato di fare la mia gara come sempre e concentrarmi sulle cose che dovevo fare. È bello però correre con il pettorale giallo e rosso, è indubbio.” Anche se questo bell’onore non è esente da oneri, a maggior ragione quando si è a poche settimane dalle Olimpiadi in casa, con tante interviste e gli occhi puntati di fan e media: “È una cosa che non amo, questo è sicuro, ma so che è qualcosa con cui dove convivere perché so che il pettorale giallo è quello che viene cercato di più, quindi ci devo impararlo a gestire e credo stia andando bene.”

In aiuto però è arrivata anche la tappa di Ruhpolding che per tanti motivi è speciale, come ricorda lo stesso azzurro 25enne: “Quasi un anno fa oggi ho vinto la mia prima gara e da quel giorno ho fatto tanto bene, con tantissimi podi, sono felice.”

E il leader della Generale si conferma un condottiero anche all’interno della squadra italiana, rivolgendo i suoi complimenti anche ai compagni di team, in particolare Nicola Romanin, ai primi punti di Coppa del Mondo: “È stato bravissimo. Lui ha sei anni più di me, credo sia un bell’esempio di combattività, di uno che non ha mai mollato, perché di gavetta ne ha dovuta fare veramente tanta e oggi ha fatto una bellissima gara su una pista che credo per lui sia abbastanza difficile, visto che pesa poco più di 60kg e non è banalissimo.”

Di seguito, il video completo dell’intervista:

Share:

Ti potrebbe interessare