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Biathlon – Braunhofer alla vigilia di Nove Mesto: “Gare di sera non aiutano, farà più freddo. Dopo il crossfire guarderò due volte la sagoma”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

NOVE MESTO NA MORAVE – Alla vigilia della Short Individual maschile dell’ultima tappa di Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi, Patrick Braunhofer arriva con sensazioni contrastanti ma idee chiare. Il biathleta altoatesino affronta la terza settimana consecutiva di gare in un contesto esigente, tra freddo pungente, vento e un poligono che non concede distrazioni.

«Essendo la terza settimana inizio a essere un po’ stanco» ammette con lucidità il carabiniere della Val Ridanna intervistato dall’inviato di Fondo Italia in Repubblica Ceca, Giorgio Capodaglio. «Qui però mi trovo abbastanza bene: la neve è bella, fa freddo, c’è vento e al poligono non è facile». A preoccupare è però l’orario serale delle gare serali, un fattore che può fare la differenza: «Fare le gare di sera secondo me non ci aiuta tanto perché farà più freddo rispetto al giorno e sarà anche più umido, e in più le dita dei piedi e delle mani quasi non si sentono dal freddo che c’è.».

Un fattore, quello del freddo, che potrà influenzare e non poco le prestazioni al poligono secondo l’azzurro: «Sicuramente può influenzare molto. Oggi ci siamo allenati dalle 15 alle 17 e le temperature erano migliori rispetto a ieri, quando ci siamo allenati tra le 18 e le 19. La prima ora è andata bene, la seconda abbiamo sofferto tanto. Domani vedremo, proveremo a vestirci pesante e a scaldarci il più possibile».

Nonostante le difficoltà, il tracciato ceco resta uno dei più affascinanti del circuito. «Secondo me Nove Mesto è uno degli stadi più belli. La struttura è quasi come quella di un campo da calcio e l’atmosfera sarà grandiosa», racconta. Un entusiasmo che però va gestito con attenzione, soprattutto al poligono: «Quando si entra lì non si sente più niente se non il pubblico. Bisogna stare attenti a non ascoltare troppo la folla e pensare solo a sé stessi».

Parole che suonano ancora più significative dopo quanto accaduto domenica scorsa a Ruhpolding, durante l’Inseguimento, quando Braunhofer è stato protagonista di un episodio di crossfire ai danni dello svedese  Henning Sjökvist e che poi ha condizionato pesantemente la sua gara. L’azzurro ricostruisce l’accaduto con precisione: «Sono andato sulla piazzola 27, i tappeti non erano perfettamente asciutti, c’era un millimetro di ghiaccio sopra. Per non scivolare, mentre ero già in posizione, ho iniziato a strofinare la piazzola con lo sci per sciogliere un po’ il ghiaccio. Mentre lo facevo non ho ricontrollato la sagoma. Ho fatto un movimento verso sinistra, ho sparato abbastanza velocemente e dopo l’ultimo colpo sento un atleta vicino a me che urla. Mi giro, vedo che alza la mano, guardo le sagome: la mia era pulita, la sua era chiusa. Sugli sci stavo bene, avevo fatto una bella prima metà di gara. Dopo il crossfire però la testa non c’era più e ho mollato».

Il confronto nel dopo gara ha stemperato la tensione, ma non l’amarezza personale: «Sono andato dal loro allenatore per dire che non l’avevo fatto apposta, mi ha detto che non c’erano problemi. Poi ho incontrato anche l’atleta e anche lui l’ha presa sul ridere. Sono cose che succedono, ma è una gara da dimenticare e pensare alle prossime». Resta però la consapevolezza dell’errore: «Ero arrabbiato con me stesso. È uno sbaglio stupido, che a un livello come la Coppa del Mondo non dovrebbe succedere». Una lezione che Braunhofer porta con sé a Nove Mesto: «Qui negli allenamenti mi sono trovato abbastanza bene e sicuramente ora guarderò la sagoma due volte per non rifare lo stesso errore».

Di seguito l’intervista video completa:

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