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Sci di fondo

Sci di fondo – Marit Bjoergen risponde alle critiche sulla squadra femminile di Milano-Cortina 2026: “Dopo i Giochi vedremo cosa non ha funzionato”

La Norvegia si presenterà alle Olimpiadi Invernali con una squadra femminile di sci di fondo forse meno competitiva di quanto ci si è abituati in passato. La formazione scandinava ha faticato in questa prima parte di stagione dovendo fare a meno di alcuni talenti a causa di problemi fisici e non solo che hanno spinto Marit Bjoergen a puntare su varie atlete particolarmente giovani.

Scelte che hanno fatto storcere il naso ad alcuni, ma la fuoriclasse di Trondheim è comunque fiduciosa per l’esito delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: “Siamo felici per coloro che ce l’hanno fatta, abbiamo giovani atlete come Milla Grosberghaugen Andreassen e Ingrid Bergene così come Julie Drivenes e Karoline Simpson-Larsen. Questa è la miglior squadra che abbiamo a disposizione ora, ma è la squadra olimpica – ha spiegato Bjoergen in un’intervista a Nettavisen -. Ora dedicheremo risorse e tempo a loro, da lì poi faremo una valutazione approfondita di ciò che non ha funzionato per molte atlete”.

Bjoergen ha inoltre elogiato il lavoro svolto dai tecnici anche all’esterno della squadra nazionale spiegando come questo possa aiutare per arrivare a ottenere certi risultati: “C’è molta competenza là fuori. Ci sono buoni allenatori. Ci sono maggiori opportunità di creare squadre private. Non c’è spazio per tutti nemmeno nelle squadre d’élite. Penso che dovremmo semplicemente essere contenti di questo, del duro lavoro che si sta facendo là fuori. Non solo in nazionale – ha aggiunto Bjoergen parlando anche della decisione di alcuni atleti di punta di crearsi gruppi privati -. Si sta facendo un ottimo lavoro ovunque. Ci sono buoni allenatori, buone competenze, squadre e un ambiente in cui possono allenarsi. È chiaro che in una nazionale si vuole il meglio. Credo fermamente nell’importanza di formare una buona squadra e di imparare a crescere insieme, ma abbiamo bisogno anche delle squadre private, che siano coinvolte, aiutino e contribuiscano, perché non c’è posto per tutti in una squadra nazionale“.

Bjoergen non si sbilancia infine su quale possa essere il suo futuro, dicendo magari dire addio all’incarico di direttrice tecnica come spiegato nell’intervista: “Vedremo dopo le Olimpiadi. Allora valuteremo cosa fare”.

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