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Sci di fondo

Sci di fondo – Fides Romanin, la portabandiera che cambiò la storia degli sport invernali in Italia

Le Olimpiadi Invernali sono pronte a tornare a Cortina d’Ampezzo settant’anni dopo la prima volta, ma proprio in quell’occasione, il 26 gennaio 1956, si fece per molti versi la storia dei Giochi. Dalla prima edizione mai disputata in Italia alla prima volta della rassegna a cinque cerchi trasmessa in diretta televisiva, le occasioni di scrivere una pagina importante dello sport e della società furono molte e fra coloro che ebbero l’onore di sfilare nella Cerimonia d’Apertura c’era anche una giovane ragazza proveniente dal Friuli-Venezia Giulia, ma al tempo stesso fra le più esperta di Giochi Olimpici.

Stiamo parlando di Fides Romanin, la prima donna a svolgere il ruolo di portabandiera per l’Italia a un’edizione dei Giochi Olimpici, nello specifico a Oslo 1952. Per conoscere meglio la sua storia è però necessario riavvolgere il nastro e tornare al 12 novembre 1934 quando Fides nasce a Forni Avoltri (Udine) da una famiglia di contadini, un’estrazione che la temprerà per il futuro.

Romanin si abitua a lavorare il legno, motivo per cui cresce alta e forte, apparentemente inadatta per lo sci di fondo. Fides non si arrende e nel 1950 prende parte a una gara di selezione per costruire la squadra femminile in vista dei Giochi in programma due anni dopo in Norvegia. La giovane friulana partecipa a Sappada con un paio di sci di legno e, nonostante nessuna esperienza, ottiene il secondo posto alle spalle di Ildegarda Taffra. Entrambe hanno soltanto quindici anni, ma da lì in poi la loro carriera sarà di fatto parallela.

Fides vince una cassa di liquori che baratta con della stoffa per realizzarsi dei pantaloni da sci, un indumento che le torna molto utile per vincere successivamente un’altra gara di selezione al Monte Bondone. A quel punto è in squadra e, a poco più di diciassette anni, è selezionata per le Olimpiadi dove il presidente del CONI Giulio Onesti, decide di assegnarli il compito di portabandiera.

E’ la prima donna a svolgere questo ruolo e, come raccontato dalla stessa Fides in alcune interviste successive, la scelta ricade proprio perché lei è una ragazza particolarmente alta e per questo adatta a condurre il tricolore davanti alla tribuna reale, inchinandosi davanti al re di Norvegia. Fides però commette un errore di gioventù e partecipa alla Cerimonia d’Apertura con in bocca una gomma da masticare regalatale poco prima da un atleta americano. Un gesto che indispettisce il presidente Onesti che la redarguisce poco dopo.

Per Fides arriva così il momento di esordire nella rassegna a cinque cerchi dove non dovrebbe nemmeno partecipare non avendo ancora raggiunto la maggior età. Viene schierata al fianco di Taffra e, per ammetterla alla gara, la Federazione è costretta a correggere l’età e “invecchiarla” di qualche mese. La friulana fa fatica, ma arriva in fondo diciassettesima e penultima nella 10 chilometri, a quasi tredici minuti dalla vincitrice. Un trionfo considerato che molte atlete non chiudono nemmeno la prova.

Una vera e propria pioniera che sa vincere due ori in staffetta nel 1954 e nel 1955 ai Campionati Italiani oltre a una serie di podi tricolori che la rendono protagonista negli Anni Cinquanta a cui va aggiunta la partecipazione ai Mondiali a Falun nel 1954 dove è trentanovesima nella 10 chilometri e sesta nella prova a squadre.

Per Fides il momento più emozionante arriva però proprio a Cortina dove il 26 gennaio di settant’anni fa si aprivano i primi Giochi Olimpici mai disputati in Italia. L’azzurra è presente, questa volta sfila al fianco del saltatore Nilo Zandanel, tuttavia è ancora protagonista chiudendo al trentunesimo posto la gara individuale e all’ottavo la staffetta 3×5 chilometri.

Fides proseguirà fra alti e bassi fino al 1959, dedicandosi anche all’atletica leggera di cui sarà campionessa friulana negli 800 metri, nel lancio del peso e del disco, a testimonianza della sua polivalenza. Rimarrà sempre legata al mondo dello sport e a quel tricolore che l’ha vista sfilare per la prima volta nel 1952, spegnendosi all’età di ottantacinque anni nella sua Forni Avoltri, rimanendo un esempio da seguire per tutti gli appassionati di sport invernali.

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