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Range Time – Giuseppe Piller Cottrer: “Hofer, grande esperienza e solidità, che storia Nicola Romanin!”

Giuseppe Piller Cottrer, con l’entusiasmo e la passione che lo contraddistinguono, ci guida quest’oggi nella consueta analisi del weekend di coppa del mondo appena trascorso a Nove Mesto, ma ci porta anche a conoscere le caratteristiche e i segreti della pista e del poligono olimpico di Anterselva, commentando infine anche le convocazioni azzurre per la rassegna a cinque cerchi ormai imminente. Il focus del nostro esperto, che si appresta a a fare da voce tecnica per la RAI durante le gare olimpiche, in questa puntata di Range Time va a concentrarsi in particolare sulla costanza e sull’esperienza, due qualità spesso decisive nel biathlon.

HOFER, L’ESPERIENZA NELLA GESTIONE DELLA GARA : “Hofer a Nove Mesto, ma a dir la verità in tutta la stagione, ha mostrato un grande controllo in gara. Le capacità di gestire la competizione sotto fatica, sparando con frequenza cardiaca altissima, in condizioni meteo complicate e di fronte ad un pubblico molto rumoroso, si acquisiscono soltanto gareggiando. Lo stato mentale è direttamente proporzionale all’efficienza del gesto tecnico: ciò che un atleta sa fare e che ripete più volte in allenamento, deve essere messo in pista durante la gara ed è un aspetto che si può allenare solo con la pratica. In tanti sanno eseguire il gesto tecnico alla perfezione, ma in pochi sanno riprodurlo in maniera impeccabile quando più conta e l’esperienza aiuta a creare le condizioni affinchè i gesti tecnici vengano eseguiti in maniera pulita e spontanea, sprecando meno energie possibili.”

LA PRESSIONE COME CARBURANTE DELLA PRESTAZIONE: “L’esperienza ha permesso ad Hofer di usare la pressione delle gare come carburante per migliorare le proprie prestazioni e raggiungere gli obiettivi che si era prefissato, mettendo assieme pezzo per pezzo. Così la qualifica ufficiale per la mass start olimpica è arrivata tramite il podio nell’individuale, il primo della carriera. La ripetitività, la routine, la calma e l’accettazione del presente durante le prove fanno sì che Lukas stia vivendo questa stagione riuscendo a rimanere sempre concentrato su sé stesso, rimanendo sempre costante, mentre tutto intorno a lui cambia continuamente.

UNA COSTANZA E UNA SOLIDITA’ ACQUISITE NEL TEMPO:Hofer ha svolto il suo biathlon con un atteggiamento maturo, quasi non curandosi degli avversari, ma gestendosi al meglio, senza cedere allo sconforto, ma aggrappandosi alla propria solidità e alle proprie motivazioni, cercando di uscire da solo dalle situazioni complesse. L’altoatesino si è costruito negli anni questa mentalità proprio grazie alle tante esperienze in gara: in passato, a volte, al poligono aveva subito un po’ i condizionamenti di ciò che gli avveniva attorno, mentre quest’anno ha dimostrato una solidità impressionante, con la mass start di Nove Mesto che è un esempio emblematico in questo senso. La costanza dimostrata in tutta la stagione si è dimostrata, quindi, per lui vincente e ora può giungere ad Anterselva con la fiducia necessaria per giocarsi qualcosa di importante anche a livello individuale.”

SQUADRA AZZURRA IN OTTIMA FORMA: “Anche Giacomel ha fatto delle belle gare: nella staffetta è stato dominante, mettendo in mostra tutte le sue qualità e facendo la differenza. Ha sbagliato un po’ troppo al tiro nelle prove individuali, ma bene che questi errori siano arrivati qua. Il suo modo istintivo di affrontare il poligono è ormai un suo marchio di fabbrica e la velocità di rilascio dei colpi può essere un fattore decisivo. Vittozzi è stata bravissima ad inserirsi tra la corazzata francese e ha fatto vedere di essere in continua crescita, così come Wierer, pimpante sugli sci.”

ANTERSELVA, ITALIANI PADRONI DI CASA:Anterselva è una località che gli azzurri conoscono a memoria, perchè l’hanno frequentata sin da bambini, sia in gara che in allenamento. Questo può essere sicuramente un piccolo vantaggio per gli italiani, anche se la tappa di coppa del mondo che si disputa là annualmente ha fatto conoscere molto bene tracciato e poligono a tutti gli altri atleti. La quota non sarà un fattore importantissimo, perchè ormai tutti hanno trovato un modo di allenarsi e prepararsi in maniera specifica per l’altura. Inoltre questa estate quasi tutte le nazioni sono state ad Anterselva in ritiro per verificarne al meglio le condizioni.”

UN TRACCIATO DA RISPETTARE: “La nuova configurazione del tracciato di Anterselva, con il finale che gira attorno al poligono, favorisce gli atleti che arrivano nell’ultimo tratto con più energie rispetto a chi magari è più veloce o esplosivo in volata, perchè la salitella agevola chi è meno stanco. Sul rettilineo finale è infatti poi difficile uscire in velocità e chi lo imbocca per primo ha grandi possibilità di finire davanti. La pista, in quota e con salite dure, va rispettata: non puoi permetterti di esagerare o di essere troppo irruento ad inizio gara, altrimenti l’acido lattico attanaglia immediatamente i muscoli e non perdona.”

UN POLIGONO SEMPRE COMPLESSO: “L’accesso al poligono è in leggera salita dopo il sottopasso successiva alla Huber Alm e ciò diventa pesante soprattutto per il tiro in piedi che è molto impegnativo. Il tiro a terra è diventato più facile con la costruzione dell’edificio nuovo davanti alla zona tiro, ma si possono creare vortici che possono cambiare la direzione del vento anche da una piazzola all’altra. Un’altra caratteristica unica di Anterselva è il pubblico, vicinissimo al poligono, con le tribune laterali al poligono: in questo modo quando ti approcci al tiro ti ritrovi il muro di gente davanti ed è una situazione che non si ritrova da nessun altra parte e che mette ancor più pressione agli atleti, condizionandoli a livello cognitivo.”

LE CONVOCAZIONI OLIMPICHE: Le scelte dei tecnici quest’anno non sono state sicuramente semplici. Loro vedono gli atleti tutti i giorni, non solo nelle gare, ma anche durante gli allenamenti e dispongono quindi di più dati rispetto a noi per prendere una decisione e avranno tenuto in considerazione diversi parametri. Hannah Auchentaller ha mantenuto un livello alto per tutto l’anno e ha già esperienza in staffette importanti, dove ci si giocava le medaglie. Anche Elia Zeni è ormai da tempo un elemento fisso in coppa del mondo e sta crescendo piano piano, ma in maniera costante. Infine Nicola Romanin è riuscito a mettere in campo tutta la sua esperienza, sfruttandola a proprio vantaggio.”

NICOLA ROMANIN, UN ESEMPIO UNICO DI DEDIZIONE: “La storia di Nicola Romanin è unica nel suo genere: è un ragazzo molto esperto, che ha corso tante gare di biathlon. Pur avendo superato i 30 anni ed essendo da anni fuori dai quadri della squadra nazionale, ha continuato ad allenarsi con forza. Con il sostegno del C.S. Esercito, è riuscito a mantenere alto il livello di motivazione soprattutto grazie alla sua immensa passione per questo sport. Coadiuvato nella preparazione dal fratello Mirco, si è creato una sua routine, mettendo insieme anche gli impegni da genitore, che gli ha permesso di migliorare costantemente il livello del proprio biathlon, restando sempre costante per tutto l’anno nelle posizioni che contano, sia in IBU Cup, che nelle competizioni nazionali, e facendosi trovare pronto una volta chiamato in causa al livello superiore. Inoltre è un ragazzo sempre aperto al confronto e disponibile, molto umile e con tanta voglia di imparare, si merita sicuramente questo premio ed è un bell’esempio.”

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