La bellezza del biathlon è tutto nel sorprendente risultato di Lora Hristova, la ventiduenne bulgara capace di chiudere al terzo posto la sprint femminile di Anterselva alle spalle di fuoriclasse come Julia Simon e Lou Jeanmonnot. Un risultato fantastico per un’atleta che sta crescendo pian piano e che già nella passata stagione si era fatta notare in un grande evento, giungendo 13ª nell’individuale di Mondiali di Lenzerheide, dopo aver già chiuso 19ª l’inseguimento, tanto da guadagnarsi l’accesso alla mass start.
Il volto sorridente e quasi spaesato, gli occhi sognanti di chi si da bambina ha vissuto nella sua testa questo momento, Lora Hristova è anche intimidata dalle improvvise e normali attenzioni mediatiche, normali dopo un bronzo olimpico. Forse non è ancora nemmeno consapevole di aver scritto la storia dello sport bulgaro, dopo l’oro di Ekaterina Dafovska a Nagano 1998 e il bronzo di Irina Nikulchina a Salt Lake City 2002.
«È un risultato che per me ha un significato speciale – ha detto la giovane bulgara a Fondo Italia – ma sono felice soprattutto perché so che questo risultato è importante per il mio paese e per tanti giovani atleti bulgari che stanno iniziando a praticare biathlon. Sono felice se con questo risultato posso ispirare alcuni giovani biatleti bulgari a seguire i loro sogni».
Fin da bambina il sogno era chiaro: «Ho iniziato a praticare biathlon che avevo 11 anni e sin da quel momento ho sempre sognato la medaglia olimpica. Oggi ci sono riuscita e quando mi sono resa conto che la medaglia era diventata realtà sono stata felicissima. In qualche modo ho provato anche un senso di sollievo, perché ho capito che il bronzo era certo».
Per la ventiduenne bulgara è la seconda Olimpiade, dal momento che nel 2022 partecipò alla sprint di Pechino, arrivando ultima. Non male come passo avanti: «Sicuramente oggi arrivo alla partenza con maggior fiducia rispetto al passato. Ogni anno ho lavorato tanto fino ad arrivare a queste Olimpiadi con l’obiettivo di poter davvero competere con queste forti atlete».
Tra queste anche il suo idolo, Dorothea Wierer, che al termine della gara si è anche complimentata con la giovane ragazza bulgara. «Beh ricevere i suoi complimenti significa tanto per me, perché lei è un punto di riferimento per me come per tante giovani biatlete. Sono felice di essere stata in grado di competere con lei e aver avuto questa fortuna».

