Ieri, in occasione della sprint maschile ad Anterselva, si fatto vedere in quel della Suedtirol Arena una vecchia – si fa per dire – conoscenza del biathlon, che di medaglie olimpiche ne sa qualcosa: Johannes Thingnes Boe, cinque volte campione olimpico, era presente in loco come inviato di NRK e all’OIS ha commentato la Sprint maschile 10 km.
«È bello essere qui alle Olimpiadi. Aspettavo Milano Cortina 2026 da tanti anni. Sarebbero dovuti essere i miei ultimi Giochi, ma poi le cose sono cambiate. È bello essere qui dall’altra parte, vedere i miei amici e i miei allenatori, far parte dell’atmosfera e ritrovare tanti volti familiari.» Niente rimpianti sulla decisione di lasciare un anno prima dei Giochi, anche se ammette che gareggiare gli manca: «Mi manca, sì, ma non ho la sensazione di aver fatto la scelta sbagliata. Non andrò a dormire con una medaglia, ma prima di andare a letto berrò una birra. Non si possono avere entrambe le cose.»
Il fenomeno del biathlon, ritiene che la sprint di ieri sia stata «la gara perfetta», con tante nazioni protagoniste, distacchi minimi, lotta apeta per il podio. «Mi dispiace per Emilien Jacquelin, ma sono sicuro che si rifarà nell’Inseguimento. Ho già assaggiato la sua medicina», ha scherzato, ricordando quando fu battuto dal francese proprio ad Anterselva nella Pursuit dei Mondiali 2020. «Credo che abbia grandi piani per il weekend.»
Il norvegese si toglie il cappello di fronte a Quentin Fillon Maillet, grande protagonista insieme a lui alle Olimpiadi di Pechino 2022: non c’erano dubbi, per il minore dei fratelli Boe, che la vittoria fosse alla portata del francese: «Quattro anni fera eccellente. Sugli sci era velocissimo. L’anno scorso e anche in questa stagione ha avuto alti e bassi. Ma dopo averlo visto sciare così forte nell’individuale, ho capito che nella sua testa pensava: “Ok, sono il più veloce. Ora questa medaglia d’oro è mia”. È arrivato qui, ha sparato bene e ha fatto quello che doveva fare.»
Giovannino ha parole di supporto anche per i giovani Eric Perrot e Tommaso Giacomel, alle loro prime olimpiadi e oggi in difficoltà: «È dura. Ai Giochi Olimpici contano le medaglie. Alcuni favoriti ci riusciranno, come Johan-Olav Botn e altri che abbiamo visto, ma altri favoriti non ce la faranno. Abbiamo visto tanti atleti non riuscire ai primi Giochi e poi tornare ai successivi con risultati migliori. Siamo solo all’inizio, c’è l’inseguimento, magari per Eric Perrot. Tommaso Giacomel è un po’ più indietro, ma ci sono ancora la mass start e la staffetta. Non bisogna mollare ma continuare lottare per quello che viene dopo.»

