Ancora una volta, dopo il singolo maschile del pattinaggio di figura, Milano Cortina 2026 ribalta i pronostici: la Svezia chiude la staffetta femminile con una medaglia d’argento anziché l’oro che si preannunciava già vinto per dispersione rispetto alle avversarie. Una medaglia che, dopo le vicissitudini tragiche della seconda frazione ha un valore immenso ma avrà sempre, probabilmente, un sapore amaro per le quattro atlete. A Tesero, su un tracciato esigente per via delle condizioni quasi proibitive, il quartetto scandinavo ha mostrato un senso di squadra che emerge con forza dalle parole delle protagoniste riprese dall’OIS.
La prima a raccontare l’emozione è Linn Svahn, che mette il gruppo al centro di tutto: «Sono orgogliosissima. È la squadra migliore. Avere le tue migliori amiche in team significa condividere ogni cosa: i momenti in salita, quelli in discesa, l’argento, l’oro. Sono davvero fiera di tutte.»
Giornata da dimenticare per Ebba Andersson, protagonista di due cadute nella seconda frazione che hanno compromesso la medaglia d’oro: «Non sono ricordi che voglio portarmi dietro. È stata una giornata dura per me e purtroppo anche per la squadra. Ma condividiamo le vittorie e anche i momenti in cui le cose non vanno come vorremmo. Oggi è stato uno di quei giorni.»
A Frida Karlsson il compito di riportare la Svezia in zona medaglie, in terza frazione dall’ottava in cui si trovava al momento del cambio: «Ho pensato solo a usare quello che avevo e dare tutto per la squadra. Con il passare della gara abbiamo recuperato e alla fine abbiamo conquistato l’argento.»
A chiudere, la solidità di Jonna Sundling, che come ai Mondiali di Trondheim, col suo motore effettua i sorpassi decisivi e porta la Svezia almeno al secondo posto: «Ho cercato di sciare al meglio senza partire troppo forte, trovando il ritmo giusto e facendo del mio meglio. Mi sono sentita bene e sono orgogliosa della squadra e di come è finita.»

